Palma Violets



180 (Rough Trade, 2013)

Il pedigree è certificato Rough Trade, confermato da NME e osannato sul web. Si parla dei Palma Violets, l’ultima “next big thing” sfornata dalla Gran Bretagna. Il quartetto di Lambeth, a sud di Londra si è fatto strada tra le orecchie dei fan grazie ad un singolo azzeccato come Best of Friends e il successivo Step Up for the Cool Cats.


Musica veloce, testi concisi, live energici: la formula giusta per il rock’n’roll. Però in “180“, album di debutto della band, non c’è solo questo. Certo la poetica rimane sempre scarna, d’altronde la politica verse-chorus-verse è un classico. Però Sam Fryer e Chilli Jesson sanno come arricchire il sound, rallentano i ritimi in Chicken Dippers dando un ritmo sincopato alla batteria. Last of the Summer Wine (b-side di Best of Friends) con la sua intro di organo e piatti sfiorati tesse una musica fresca e orecchiabile. La voce scombinata e scanzonata dei due cantanti chiude il cerchio. Le carte vengono mescolate, le tastiere danno un tocco Sixities, i cori da allegra brigata alleggeriscono il tiro, e i giochetti sul finale di Tom the Drum ne sono un buon esempio. C’è anche spazio per la ballata Three stars, un break sussurrato che conduce al brano finale 14, in cui il verso “I’m fourteen, take me home” diventa un mantra sostenuto da una melodia raffinata e disperata q.b. Il consiglio è di ascoltare questo lavoro, valutarlo nel suo contesto e sperare che i Palma Violets sappiano superare la prova del tempo.

Amanda Sirtori