Parole d’amore dagli anni Cinquanta

di Sabrina Ramacci 

Sandro 1

Sandro 4Alessandro e Clita si sono sposati nel 1953, o almeno questo era il loro desiderio, e queste sono alcune delle parole che si sono scambiati prima del loro matrimonio. Le difficoltà non sono poche, lei vive a Roma e lui a Venezia, i soldi ancora meno, è un racconto di vite semplici, di un ambiente familiare antico e quieto, di abitudini che oggi abbiamo perso ma di sentimenti che ci appaiono assolutamente vivi anche dopo più di sessant’anni. Questa è una traccia della loro storia d’amore, alcuni estratti da cinque lettere (le parole sottolineate lo sono anche nel testo originale), ritrovate in un banco del mercato di Porta Portese, a Roma, sul finire degli anni Novanta, scritte da Clita al suo Sandro tra il dicembre del 1952 e il gennaio del 1953. Al di là delle parole ciò che mi ha sempre colpito di questa storia è il modo in cui i due protagonista comunicano scrivendosi Espressi a cadenza quasi quotidiana e alternandoli, quando possibile, con una telefonata, in questa comunicazione dai tempi dilatati c’è tutta l’emozione dell’attesa di una risposta che necessita di una lentezza ben lontana dall’immediatezza cui siamo abituati oggi. Se vi riconoscete, se queste lettere appartengono alla vostra famiglia, sarei ben felice di restituirvele, altrimenti le custodirò con cura come continuo a fare con tutte le nostre memorie ritrovate.

Sandro 228/12/1952

Amore mio caro,

oggi mi ero già rassegnata a passare la domenica senza tue notizie e, per quanto mi facesse strano non aver avuto più tue lettere, dopo quella del 25, non sopportavo che il tuo silenzio fosse dovuto a tanto male! E ti ringrazio tanto, amore, proprio tanto per avermi voluto rassicurare telefonandomi! Ti ho detto subito che sentivo che mi avresti chiamata oggi ed hai sentito, vero, dalla mia voce la gioia e la sorpresa per l’avverarsi della mia segreta previsione! Mi ha fatto tanto bene parlare con te e nello stesso tempo mi ha tanto addolorata sapere che hai tanto sofferto per quel benedetto dente!!! (Però ti ho sempre detto, vero, che quel tuo dentista mi faceva l’impressione di un macellaio!!) (…) Sì, amore, ieri sera non ti ho scritto, proprio non ce l’ho fatta e, credi, sono rimasta inquieta per un pezzo, quando sono andata a letto (era già mezzanotte) perché mi dispiaceva di lasciarti senza lettera oggi, domenica, e ti ho chiesto tante volte scusa, Sandro mio! Stamattina, insolitamente, c’è stata distribuzione normale ed ho avuto la cartolina di auguri dei tuoi con la tua… piccolissima firma in fondo! Ieri ho avuto una dannatissima giornata di lavoro che mi ha tenuta impegnata fino alle 20.30. (…) Ho potuto andare con mamma verso le 21 ed ho trovato tutti impegnati a giocare a tombola per far divertire i bambini. Figurati che Rico teneva lui il cartellone. Poi l’ho tenuto io, facendo un sacco di imbrogli, per far vincere i ragazzini che se no rimanevano delusi!! Rico ci ha accompagnati a casa verso le 23. Amore caro, mancano tre giorni alla fine dell’anno e, se il prossimo è il nostro perché ci vedrà insieme per sempre, non posso fare a meno di voler bene a questo 1952 che se ne va perché ci ha fatto il più bel dono, non è vero? Quello del nostro amore tanto forte e sincero da farci desiderare ardentemente di essere per sempre una dell’altro! La tua venuta a Roma, oltre alla gioia immensa di riabbracciarci, ci darà la possibilità di decidere insieme il nostro problema. Sì amore, ne parleremo a voce, è vero, ma voglio dirti sin da adesso che, se decidessimo di stabilirci a Venezia, io ne sarò contenta, specialmente per i primi tempi. In un certo senso non mi dispiace che possiamo stare noi soli, pur avendo i tuoi e i miei cari vicini, non ti pare? Penso che qui il problema da affrontare sarebbe enormemente più difficile, volendo realizzare più presto possibile il nostro desiderio di sposarci. Dove ci sistemeremo qui? E da un X stipendio che tu prendessi qui, come potremmo togliere subito una notevole somma per un alloggio? Comunque ne riparleremo. Naturalmente il giorno che le speranze su Roma si realizzeranno per il meglio è inteso che non abbandoneremo la partita. Consideriamo dunque la soluzione di Venezia come una prima tappa, va bene? (…) Ho avuto da zio Carlo una affettuosissima cartolina di ringraziamento per l’abbacchio e termina così: “brinderemo alla tua salute e a quella del futuro con auguri di chiamarvi presto sposi”. Carino, no? Amore mio caro, aspetto con ansia il tuo espresso per domani mattina. Mi auguro e ti auguro con tutto il cuore che tu stia bene adesso e che il peggio sia veramente passato. Senti, per la telefonata (che ti lascio fare come tu vuoi) restiamo intesi che mi chiamerai nella mattinata del primo perché oltre agli ostacoli quasi insormontabili che dovresti affrontare tu, io non posso dirti in tempo dove sarò la notte di S. Silvestro perché ho sentito che Silvietta e Carlo e Michaela e Rico si contendono ancora il piacere di vederci tutti da loro. Ti abbraccio Sandro mio con tutto il mio amore e con tutta la mia tenerezza e ti do tutti i miei baci perché ti amo, ti amo tanto tanto. Tua Clita (…)

Sandro 53/1/1953

Sandro mio,

stamattina ho aspettato fino alle 11 tue notizie, poi, molto a malincuore, ho dovuto uscire e soltanto, dopo aver telefonato due volte a casa, verso le 13 mi hanno detto che, finalmente, c’era il tuo espresso!!

Naturalmente sono saltata sul primo autobus (non aver paura ci sto attenta) e arrivata a casa, anche se gli altri avevano già cominciato a mangiare, mi sono ritirata nel mio cantuccio del letto dove immancabilmente mi metto a leggere le tue lettere!

(…) (Lo sai che hai la specialità amore, di lasciare qualche volta metà dei tuoi pensieri o spiegazioni dentro la penna?) (…) In quanto al fatto che io non debbo preoccuparmi per la tua salute… è una parola!!! Se ben ricordi l’altra mattina ho dovuto, al telefono, tirarti… con le pinze la confessione del malessere generale che domina il tuo organismo in questo momento! (…) Sorvolo sulla questione dell’eccessivo fumare che fai di questi tempi: non è proprio da questo pulpito che può scenderti la predica (vedremo di mettere un po’ di freno tutti e due quando saremo riuniti, dovremmo farcela, che diamine!!!) (…) Stasera, dopo tanto tempo, andrò a fare una canasta, o andrò al cinema, non so ancora bene, secondo i movimenti degli altri familiari. Pensa, amore, quando sarò tutta e soltanto per te, quando saremo liberi di decidere tu ed io cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare!!? Io questo periodo sto veramente bene, tutti me lo dicono ed io stessa, in certi momenti guardandomi allo specchio, devo riconoscere che un’espressione così serena… che mi dona (che modestia vero?) A proposito, sai amore che adesso ho i capelli rosso rame? È la famosa porporina che mi sta benissimo e che mette in risalto, per il colore, il verde dei miei occhi! Sembro un’irlandese! Penso che ti piacerà. Sandro caro, durante la tua permanenza qui che sarà più lunga questa volta, non sarà assolutamente possibile evitare qualche visita agli amici più cari. Non ti allarmare, ma tutti vogliono conoscerti e, d’altra parte, sarà un piacere anche per me, va bene? Amore mio tanto caro, ti lascio adesso perché voglio imbucare presto. Prenditi tutti i miei baci, tutte le mie carezze e ti stringo in un abbraccio forte forte come il mio amore. Ti amo tanto. Tua Clita (…)

 

Sandro 66/1/1953

Caro amore mio,

ho l’impressione che tu sia rimasto piuttosto disorientato sentendomi al telefono così pazzamente allegra tanto da farti dire cose che… non mi passano neanche per la mente. Beh! Oggi butta così, cosa vuoi farci, più vedo le cose farsi difficili e più sono convinta che conseguiremo ugualmente il nostro scopo anche se otterremo la laurea in pazzia a pieni voti!!! (E lode!!!) Una sola cosa mi meraviglia, amore, ed è che tu nelle tue lettere mi parli sempre di andare incontro alle difficoltà e preoccupazioni che incontreremo col sorriso sulle labbra ma, in sostanza, il sorriso o se vuoi dir meglio le matte risate di sfida a tutti gli ostacoli, le faccio più io di te. È inutile, è proprio vero, tu hai bisogno di avermi vicina perché io possa comunicarti il mio buon umore (come spero di essere riuscita oggi con la mia telefonata). Come ti ho detto, anche se non sembra, io ho fatto da tempo tutte le considerazioni che il nostro matrimonio in tempo così ristretto, ci mette di fronte a problemi che possono sembrare insormontabili ed insolubili. Io quanto alla casa del Lido, al momento attuale, ti dico francamente, che mi mette terrore per il freddo, anche perché ne abbiamo avuto un assaggio quella famosa domenica… (…) Passiamo poi all’argomento anello. Capisco, amore, comprendo appieno il tuo grande desiderio di farmi tale dono ed io ti amo ancora di più per averci pensato… Ed è proprio perché temevo che tu sacrificassi una somma a tale scopo che ho voluto informarti a tempo. Amore caro, rimandiamo tale dono a tempi migliori, quando, speriamo presto, avrai tanti soldini in più… Va bene? E poi, caro, hai pensato che c’è già la spesa non indifferente delle fedi? O ti sei dimenticato che anche quelle ci vogliono? Come vedi, sempre di anelli si tratta, no? Rido ancora se mi par di sentire la tua voce scandalizzata all’idea che io abbia fatto una lista dei regali che voglio e che riguardavano soltanto cose mie personali. Certo, amore, sono tutte cose che mi faccio regalare dai miei familiari e dalle amiche più intime e trovo che è molto più pratico fare così per evitare che ti capitino fra capo e collo quegli ineffabili regali di nozze che non servono mai a niente. Oh, un’altra cosa. A casa mia sono tutti dell’avviso che almeno le partecipazioni dovremmo farle (i confetti no, però eh! su questo punto non transigo!!) perché con tutte le conoscenze che abbiamo noi non c’è altro mezzo per dare la notizia. Quando verrai tu, amore, decideremo tutti questi particolari, va bene? (…) Un ciclone di baci. Ti amo tanto tanto. Tua Clita (…)

Ti prego di sapermi dire esattamente a che ora riceverai la presente perché stasera, su consiglio di tutti, la imbuco alla Posta di Piazza Bologna da dove, mi dicono, parte come dalla stazione. Te lo ricorderai?

Sandro 77/1/1953

Amore mio caro,

speravo tanto di avere la tua lettera dopo la telefonata di ieri ma finora non è arrivato niente e sono piuttosto… arrabbiata!! Io sono in gran traffico per tutto ciò che ci riguarda. Sabato pomeriggio verrò in possesso dei miei tre documenti di Roma e, se la zia Maria si affretta potrei averli al completo in tal giorno. Stamattina ho incaricato Anna di andare in parrocchia a chiedere tra le altre cose il permesso di cambiare Chiesa. Sono un po’ restii a darlo se non si adducono ragioni moto serie ma superato questo basta (naturalmente) pagare L. 3.000!!! Poi appena verrai tu con i tuoi documenti bisogna ugualmente andare in parrocchia a fare il famoso giuramento, dopo di che avverranno le pubblicazioni che regolarmente prendono tre settimane di tempo ma, volendo si possono ridurre a due. Ciò che fa al ostro caso altrimenti dovremmo rimetterci l’idea per ora, vero? Stamattina sono uscita per commissioni e verso le 12.30 è venuto giù un diluvio tale che, per quanto abbia cercato di ripararmi (ero senza ombrello) sono ritornata a casa zuppa!!! (…) Amore mio, mi sembra veramente un sogno il fatto di occuparmi di tutte queste pratiche matrimoniali, e non so ancora rendermi conto che, se tutto va bene, tra un mese appena saremo insieme per sempre!! Senti, ho fatto un programmino che spero ti piacerà ed approverai. Dato che non potremo in via assoluta permetterci viaggi di nozze ecc. ho pensato che partendo subito da qui, dopo sposati, potremmo almeno fermarci una notte (“in grande stile!!!”) e mezza giornata a Firenze. Ti piace? Speriamo di farcela! … in quanto alla casa del Lido ed al suo gelo attuale non c’è chi, come me, non dica: metteteci due stufe!! Insomma vedremo insieme cosa ci conviene fare! (…) Mi stringo a te con tanto tanto amore, felice al pensiero che presto potrò darti tutti i miei baci, tutte le carezze che ancora per poco debbo mandarti per scritto. Con tanto tanto amore. Ti amo! Tua Clita

Sandro 8

9/1/1953

Caro, caro amore mio,

ieri sera non ti ho scritto perché ho avuto una pessima giornata e, seguendo il tuo esempio, ho preferito non mandarti una lettera spaventosa (come le chiami tu). Fin dalla mattina mi sentivo addosso una malinconia così dilagante che finalmente verso le 12 ha avuto il suo naturale sfogo (e molto desiderato) in un mare di lacrime che minacciava di inondare casa. Questo… spettacolo è durato circa due ore con notevole vantaggio per i miei occhi (come puoi immaginare).

E siccome poco prima che cominciasse il diluvio avevo avuto il tuo espresso del 7 i miei mi guardavano con una certa apprensione non osando chiedermi che cosa mai avessi scritto di spiacevole!!

Povero amore mio, invece tu, con la tua lettera mi davi tanto conforto e nello stesso tempo mi sentivo terribilmente disperata di non poterti parlare e dirti tutta la mia ansia di trovare insieme la soluzione ai tanti nostri problemi. Grazie a Dio mancano solo otto giorni per averti qui con me e abbiamo tante tante cose da dirci mai perdendo di vista, però, il problema centrale e cioè il nostro vivo desiderio di sposarci ai primi di febbraio (perché se proprio vuoi che te lo dica, io sono del parere di volerti per marito!!! … soddisfatto adesso?) (…) Senti, caro, la mia crisi (così rara del resto) è passata ritorno ad essere la tua Clita piena di spirito e di coraggio ma devo dirti sin da ora che anch’io ho dei problemi di una certa gravità da risolvere qui e dei quali ti parlerò a voce e dovrò sacrificare molte cose che mi avrebbero fatto piacere, ma è necessario che io lasci Roma senza portarmi dietro dei pensieri molesti dei quali io soltanto ho la piena responsabilità e che per nessuna ragione al mondo devono essere fonte di preoccupazione per te. Con l’aiuto di tutti i miei (che sono naturalmente dello stesso parere) spero di sistemare tutto in tempo entro questo mese e, d’altra parte, amore, devi capire che la mia era una situazione preesistente al nostro incontro e che non mi dava troppo pensiero perché sapevo che avrebbe avuto una soluzione regolare di continuità. Comunque ti metterò al corrente quando verrai ma, ti prego, non accollarti questa preoccupazione perché questa deve essere mia e solamente mia. Siamo intesi? Ricordi, amore, quando durante la lunghissima telefonata tu mi parlavi delle tante questioni da risolvere ed io ti ho detto allegramente che se tu avessi le mie ti sentiresti rizzare i capelli in testa? Era vero, dai, ma tu sei sempre portato a sottovalutare quanto ti dico perché sono quasi sempre piuttosto serena e… spensierata! E lo sono anche adesso, mentre ti scrivo, perché ho piena fiducia che tutto andrà per il meglio, basta che possiamo essere vicini, il nostro amore ci farà superare tante difficoltà e, da parte mia, tesoro caro, rinuncerò volentieri a tante cose, non sentirò il peso dei sacrifici che ci si rendono necessari perché so che mi vuoi bene come so che anch’io te ne voglio tanto. (…) Ieri sera ho potuto finalmente parlare con Carla che con tanto affetto ascolta tutti i nostri problemi e cerca di aiutarci a risolverli. (…) La Carla, poi è arrivata perfino a dirmi che, quando vorremo, ci lascerà a disposizione la sua casa!!! (…) Ciao, amore mio caro, corro a imbucare alla stazione se no non ricevi domani. E penso che sarai già abbastanza irrequieto!!! Ti abbraccio forte forte, ti bacio a lungo e… ti amo, ti amo tanto. Tua Clita

Sandro 9

Paper Archive è una rubrica periodica in cui la passione per la scrittura, quella calda con carta e penna, ha la meglio sul freddo premere i tasti di una tastiera. Si scriverà di parole ritrovate su lettere, diari, biglietti e cartoline, tra i banchi dei mercatini dell’usato, dentro i libri, per strada o nelle soffitte. E di tutto ciò che è in qualche modo connesso con la carta e la grafia. Per approfondire potete consultare anche la pagina FB del progetto RAMI