Perdersi con Steve McCurry

STEVE

STEVE McCURRY – VILLA REALE (MONZA)
“Penso che perdersi – per strada, in città o in un villaggio – sia il modo migliore per conoscere davvero persone e situazioni. “

In “Oltre lo sguardo” si è scelto di affiancare le immagini senza seguire un criterio cronologico o geografico, la volontà è quella di far sì che il visitatore organizzi lui stesso un ordine in base alle proprie esperienze, la propria storia e ci si riveda.

Steve McCurry è un uomo di mondo, un viaggiatore che si approccia alla vita con apertura e curiosità, questo è ciò che traspare nelle sue fotografie. Ogni foto un viaggio: negli occhi del soggetto immortalato, nei suoi pensieri, nella sua vita. Dai colori percepiamo i sentimenti dei soggetti, le ombre sono le loro paure, le luci le speranze e poi c’è il movimento, quello serve per scappare, difendersi, nascondersi o esplorare. Amare.

Il ritratto più famoso di McCurry, Ragazza afgana, è stato scattato in un campo profughi vicino a Peshawar, in Pakistan. L’immagine è stata nominata come “la fotografia più riconosciuta” nella storia della rivista National Geographic.
Gli scatti migliori confessa di averli fatti per caso, non una volta raggiunta la meta, bensì durante il suo percorso.

“Quando vedo oppure incontro per strada qualcuno che ha un aspetto particolare, o una caratteristica speciale, qualcuno che trovo affascinante o interessante, credo che questa persona possa percepire il mio entusiasmo.”

Da qui nasce l’Empatia col soggetto in questione.

Empatia. Apertura alla vita e curiosità. Sembrano queste le doti di un grande fotografo come lui.

“Ho raramente un programma preciso e mi sembra che le giornate più divertenti e produttive siano state quelle in cui mi alzavo e me ne andavo semplicemente in giro in cerca”

In cerca di vita.

Vanessa Bocchi