Ray Bradbury, Fahrenheit 451

81ZG4VhOlML

“La durata degli studi si si fa sempre più breve, la disciplina si allenta, filosofia, storia, filologia abbondante, lingua e ortografia sempre più neglette, fino ad essere quasi del tutto ignorate. La vita diviene una cosa immediata, diretta, il posto è quello che conta, in ufficio o in fabbrica, il piacere si annida ovunque, dopo le ore lavorative. Perché imparare altra cosa che non sia premere bottoni, girar manopole, abbassar leve, applicar dadi e viti?”

Ray Bradbury, Fahrenheit 451

Immaginate un futuro dove i mass media inondano i nostri cervelli con migliaia di informazioni ogni secondo; immaginate un futuro dove i libri sono fuorilegge e sostituiti da show televisivi privi di senso; immaginate un futuro dove il glorioso corpo dei pompieri appicca incendi anziché spegnerli, diventando mero strumento di controllo delle masse. Se avete avuto qualche brivido lungo la schiena, pensate anche che il romanzo di Bradbury nasce nel 1953.

Con una straordinaria lungimiranza, l’autore descrive il piano del Governo di bandire la cultura libraria dal paese attraverso il protagonista Guy Montag, pompiere dall’esistenza frustrata, che una sera incontrerà Clarisse, una ragazza che gira di notte guardando la luna e affermando candidamente di essere pazza in quanto libera di pensare ciò che vuole. Da questo incontro inizierà la sua ricerca di un mondo diverso, che lo porterà a conoscere Faber, ex professore legato ai valori della cultura tradizionale, e ad intraprendere assieme a lui un cammino di resistenza e di liberazione dai dogmi omologatori della tecnocrazia.

Alberto Giusti

Book_burning