Roberto Bolaño, Un romanzetto lumpen

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“Da quel momento in poi i giorni cambiarono. Voglio dire, il corso dei giorni. Voglio dire, quello che unisce e al tempo stesso segna il confine tra un giorno e l’altro. Di colpo la notte smise di esistere e fu un continuo di luce e sole. All’inizio pensai che fosse dovuto alla stanchezza, allo shock provocato dall’improvvisa scomparsa dei nostri genitori, ma quando ne parlai con mio fratello mi disse che succedeva la stessa cosa anche a lui. Luce e sole ed esplosione di finestre.”

Roberto Bolaño, Un romanzetto lumpen.

In una Roma torrida e asfittica, due fratelli orfani si trovano a dover fare i conti con la lotta quotidiana per la sopravvivenza. Bianca, parrucchiera di belle speranze, alterna momenti di greve apatia, in cui rimane incollata al televisore assieme al fratello, e lampi di lucidità, in cui improvvisamente si accorge delle cattive compagnie – il Bolognese e il Libico – portate in casa da quest’ultimo. Un’esistenza borderline, fatta di povertà e sesso occasionale e inconscio, in cui improvvisamente piomba Maciste, ex culturista e attore di kolossal mitologici, la cui fantomatica ricchezza da divo sarà oggetto di un piano per impossessarsene. In questo modo Bianca entrerà quotidianamente nella vita di Maciste, trasformando la sua prostituzione finalizzata al furto in una vera e propria relazione d’amore che in qualche modo redimerà la sua coscienza.

Sulla base di questo romanzo è stato tratto Il futuro, film della cilena Alicia Scherson del 2013, con protagonisti Rutger Hauer e Nicolas Vaporidis.

Alberto Giusti

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