Salone del Libro 2015

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Salone del Libro 2015, quest’anno l’ospite è la Germania. Passano gli anni, i numeri del salone crescono, ogni anno libri, libri, libri; ma i lettori hanno ancora la loro bella importanza, perché i libri, da soli, non si leggono. I lettori sono gli unici che fanno girare davvero la ruota, dopotutto, e ci credo sul serio. Affollano gli stand, si intrattengono con gli addetti ai lavori, si perdono. Brulicano. A vederli così, tutti assieme, curiosi e interrogativi, sembrano quasi brave persone; non si direbbe che molti di loro sono gli stessi che, su molti siti internet, credono di esserti utili valutando i libri con:” mi è piaciuto moltissimo”, “fa schifo” o “non ho mai lasciato un libro a metà, però questo…”.

I lettori forti leggono molto, leggono spesso. Passano molto tempo soli con in mano un libro, in cui spesso il protagonista impara a affrancarsi dalla solitudine e vivere una vita migliore.

Oltre ai soliti visitatori occasionali, molti autentici duri e puri amanti dei libri.
Se durante la coda per entrare al Torino Comics si è circondati da fanatici travestiti da personaggi dei manga, alla coda per il Salone del Libro (tanto per non smentirsi), non mancano persone che ingannano l’attesa leggendo. Ma non lamentiamoci finché non compariranno cosplayer vestiti da Gertrude Stain o da Moravia.

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Ogni anno le statistiche sul calo del numero dei lettori sono drastiche: gli italiani leggono sempre meno libri. Sembra si limitino a postare sui propri profili le foto delle copertine dei libri che comprano, anziché leggerli. Da parte della collettività, molta indifferenza di fronte a questi dati. Ma una fetta di appassionati si straccia le vesti: sono i lettori forti.
I lettori forti leggono molto, leggono spesso. Passano molto tempo soli con in mano un libro, in cui spesso il protagonista impara a affrancarsi dalla solitudine e vivere una vita migliore.
Un po’ ingenuo, gran sostenitore di se stesso, e alle volte perfino un po’ incosciente il lettore forte, colpito dal fenomeno negativo del calo dei lettori, si coalizza con i suoi simili, e complotta per arginare la cosa. Dicendo agli altri di leggere di più. Niente di più difficile di convincere qualcuno usando l’insistenza; infatti si vedono i risultati. Il lettore forte, sentendo di appartenere al partito dei giusti, mette tutto se stesso nell’opera di catechizzazione, con pedanteria, cioè la versione claudicante dello zelo.
Nascono così iniziative che promuovono la lettura, e molti lettori forti portano in giro il loro credo: non basta leggere, bisogna dirlo, che si legge. Si diffondono hashtag come #ioleggoperchè, usati per spiegare perché si legge, e perché si dovrebbe leggere di più. Addirittura, si scrivono libri su perché si dovrebbe leggere di più.

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Ovunque ritratti di scrittori. In bianco e nero, in ¾, mentre si tengono il mento come se stessero pensando, o guardano oltre l’orizzonte. Ci sono le comete da un libro e via, le rivelazioni, oppure gli evergreen storici, tipo Bruno Vespa e Geronimo Stilton.
L’affabulatore: ti racconta ogni libro che ha letto, anche se non gliel’hai chiesto. Trova spunto da qualsiasi dorso: ”questo ne ho sentito dir bene” o “questo mi ha cambiato la vita”. Il suo entusiasmo è la sua condanna sociale. Alle volte sembra stia parlando da solo, ma se guardi meglio noterai dietro di lui un suo amico dall’aria esausta. Ha smesso di ascoltare da un pezzo, e lo segue per assicurarsi che, per distrazione, non inciampi, cada in qualche tombino aperto, o sbatta contro un palo.

 

Genitori che vorrebbero vedere i figli leggere di più: nella classifica dei pessimi genitori, vengono subito dopo quelli che la sera lasciano soli i figli piccoli a casa, per andare a ballare.

In metro ne vedo una, di affabulatrice. Sta parlando di un libro a un’amica di fronte a lei. Parla muovendo le mani, come se stesse avvolgendo qualcosa. L’amica annuisce sorridendo, anche se ha perso il filo. Di tanto in tanto fa una domanda, tanto per non sentirsi in colpa e interagire, nella speranza di stimolare una conclusione. Per caso la domanda non è pertinente, e l’affabulatrice, anziché percepire la cosa come un campanello d’allarme, è incentivata a tornare su un concetto a cui tiene. L’amica si maledice mentalmente.

L’ora del pranzo: si scartano panini dalla stagnola, si fa la fila al bar; si cerca inutilmente posto a sedere, ci si siede in terra. Lungo le pareti e alla base di alcune colonne molti visitatori, stravolti, siedono masticando lentamente.
Ci si rilassa, le opinioni si fanno più ardite; sigarette, sigari e pipe strisciano fuori dalle buie tasche delle giacche, come lumache marroni.
All’aperto addette ai lavori fumano, in piedi, con una mano sul fianco e un nastro di fumo che si srotola dalle sigarette: sembrano ginnaste ritmiche.

Lettori fanatici: abbastanza superstiziosi da confondere l’autore con la sua opera.

Genitori che vorrebbero vedere i figli leggere di più: nella classifica dei pessimi genitori, vengono subito dopo quelli che la sera lasciano soli i figli piccoli a casa, per andare a ballare. Sono gli stessi che alle mostre impongono ai figli di apprezzare i quadri; li prendono in braccio:” dai forza, ancora questo e poi andiamo”.
Il segreto di ogni fede, sta nella non manifestazione di Dio. Gli uomini, comunque, ne presentono la presenza nei grandi cataclismi, o nelle guarigioni insperate. Un’anziana, in un villaggio della Transilvania, torna a camminare sulle sue gambe, dopo anni di paralisi. Un ragazzino, rimasto sotto le macerie del suo condominio, a causa di una fuga di gas, viene estratto vivo.
Ho visto madri insistere, perché i figli piccoli leggessero di più. Regalar loro libri insulsi e pieni di buon senso; lamentarsene pubblicamente.
Genitori come questi, tendenzialmente, hanno figli che da adulti diventeranno persone orgogliosamente ignoranti; e questo è uno dei rari casi di giustizia divina a cui mi sia mai capitato di assistere.

“Credo, che il modo migliore per bruciare grassi, sia ridere!” leggo sulla shopper bag di una signora: al Salone del Libro le rivelazioni le trovi un po’ dappertutto.

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Un esemplare noto ai più: il lettore inacidito; non gli piace nulla, e ha un’opinione su tutto. Scettico più per un limite intellettuale che per una inclinazione naturale.
Per sbaglio, il solito stagista distratto ha messo Dinosauri di Giorgio Specioso in mezzo ai fantasy . Non l’avesse mai fatto. Il lettore inacidito, che sembra trarre forza e godimento dagli errori altrui, fotografa e posta su Twitter con un commento mordace.
Se uno scrittore fa troppi autografi, allora è un venduto, se non ne fa è un’arrogante e allora non merita il successo. La fa facile lui. Ha qualcosa di scritto a metà, nel cassetto degli aspiranti scrittori. Non lo terminerà mai, per non riconoscersi la mediocrità che critica negli altri. Infatti usa il sarcasmo per abbassare gli altri al suo livello, non potendoli raggiungere diversamente.
Lui e l’affabulatrice dovrebbero uscire assieme almeno una volta, ma probabilmente non si sopporterebbero.
Alle volte credi di averlo avvistato, e invece stai solo fissando uno specchio.

Enrico Gregorio