SARAH SCHUSTER

“Possibilities”
(A Buzz Supreme, 2011)

Le sorelle Dal Zotto e Matteo Mosele, aka Sarah Schuster, decidono di sfruttare al massimo le loro influenze musicali nell’ultimo lavoro Possibilities, confezionando brani che saltano dal blues malinconico al post rock – con una inaspettata incurione nel garage rock dai risvolti punk (Erasmus).

I Sarah Shuster nascono a Vicenza nel 2006 dalla collaborazione delle sorelle Daniela (chitarra e voce) ed Eleonora (chitarra) Dal Zotto e da Matteo Mosele (batteria). Il gruppo esordisce nel 2007 con l’EP Thus spoke Sarah Schuster (Così parlò Sarah Schuster), il quale è seguito a ruota dal primo album Rain From Mars, in cui il trio abbraccia uno stile minimale fatto di suoni grezzi e scarni. La mancanza di basso si discosta dal canone rock tradizionale, senza però farsi rimpiangere grazie alla creazione suono esplosivo ed accattivante.

Possibilities nasce a Rubiera, nel“Bunker Studio”, e vede l’apporto creativo di figure poliedriche come Andrea Rovacchi e Giovanni Ferrario. Il suono del gruppo, è il caso di dirlo, compie un salto di qualità dall’album precedente e dimostrando una maturità creativa assolutamente lodabile. Si passa dal blues-western di Deep Lakes e Ghost Animals (rispettivamente apertura e chiusura dell’album), alla languida malinconia di ballad come The Photographer e Last Swimmer on Earth. Non mancano incursioni rockabilly-country nella godibilissima Delusional, l’inaspettato garage della sovracitata Erasmus e sonorità tribali come nella eclettica Borderline Love Affair.

In definitiva, Sarah Schuster sono un gruppo a cui le influenze non mancano, tanto che vengono citati come riferimenti musicali P.J.Harvey, Nick Cave, Johnny Cash, Tom Waits, Bob Dylan, Ex, Neil Young, Einsturzende Neubauten, The Cure, Sleater Kinney, Yeah yeah yeahs!. Possibilities si presenta come un sound riconducibile a molti, ma assolutamente unico nel suo non-genere.

Fabiana Giovanetti