Scout Niblett



It’s up to Emma (Drag city, 2013)

È un corpo che brucia di rabbia e di dolore. Probabilmente una ferita che vuole rimarginarsi. It’up to Emma è l’ultimo album di Scout, cantautrice inglese ossessionata dall’astrologia tanto da aver pubblicato un LP nel 2005 col nome Kidnapped by Neptune. Se come dice lei «Neptune is kind of the musicians planet, it rules music», l’attrazione gravitazionale dei suoni pulsanti si percepisce anche in questo album che, dopo The Calcination of Scout Niblett (Drag City, 2010), ha ancora un volta come baricentro proprio se stessa.

Nel brano di apertura dell’album Gun si percepisce subito la tensione di chi alla fine arriva a fare i conti col tradimento, il tormento, la sofferenza traslitterati in un minimalismo sonoro che da sempre la contraddistingue. Chitarra gutturale, batteria e voci completamente nude, scatenate e libere.
Nell’ effusione grunge della bellissima traccia Can’t fool me now, capiamo che tocca davvero ad Emma che confessa «I fool myself for too long». Il silenzio che lacera le ruvide sequenze sonore mostra il controllo che riesce a mantenere sull’istintività della sua indole. Segue My man, struggente.
In Woman and Man canta ripetutamente «What happens right there, between a woman…» svuotando il suo respiro e i suoi sentimenti con voce rotta di emozione fino all’ultima parola «…and a man».
Dopo la cover di No Scrubs, celebre brano delle Tlc, segue la ballata rabbiosa Could This Possibly Be? e l’ultima traccia What Can I Do? in cui Emma con voce intensa e sostenuta chiede: “what can I do to make it right for you?”.

Il suo è un cuore spezzato che ingessa con interrogativi e non si tratta di un semplice sfogo come testimonia l’onestà e la cura formale. Niblett racconta storie in cui ciascuno di noi si può riconoscere, un po’ come faceva Natasha Khan in All your gold in cui ammette di non sentire il brivido degli angeli quando resta sveglia fino a tardi da sola con lui, l’haunted man a cui non ha mai sussurrato una grande storia d’amore, solo urla e pianti e gemiti, quell’uomo che porta sulle spalle in copertina che le ha sottratto la parte migliore di sé. Natasha sirena degli abissi e ammaliatrice, Emma tempesta nell’abisso vorticoso in cui perdersi e ritrovarsi.

Silvana Farina