Sharazad

Sharazad

Intervista di Davide Rambaldi

Nell’Oltrepò Pavese, in un magazzino, c’e’ un gruppo di ragazzi che ama l’arte, il rock psichedelico e i parcheggi degli autogrill. Noi siamo andati ad intervistarli.

– Voi siete di Pavia. Com’e’ la scena musicale pavese? O si va tutti nella vicina ‘Milan’?

Sì, siamo tutti e cinque dell’Oltrepò Pavese sparsi in varie zone della provincia. Milano è vicina ma ovviamente è un macrocosmo rispetto a qui, detto questo la situazione da noi è rigogliosa e fiorente! Come Sharazad siamo probabilmente gli ultimi a poter parlare di una “scena” perchè la nostra musica non è collocabile in nessuna nicchia sonora specifica, possiamo però parlare delle band che spaccano, ce ne sono un sacco e per tutti i gusti. Per esempio i Three Horns che fanno garage rock con cui condividiamo spesso il palco o il busker country dei bravissimi Oh Lazarus; dal lato più pop ci sono grandi artisti come i News For Lulù, Massaroni, Mema, Radio Days ma anche il versante heavy è vivace e turbolento: Il Dio Cervo, Turbosauro, Doctor Cyclops, Bombers, Mietitempia, i droni siberiani di Altaj o gli Aufbruche. Penso anche alle serate spaccatimpani organizzate dai ragazzi di Yolk, le tostissime Dendrophilia e tutto il gruppo che organizza il bellssimo Rock Valley Festival in collina a S. Maria Della Versa (un vero miracolo musicale della zona). Poi ci sono diversi locali che supportano la musica emergente: dal mitico Spazio Musica a nuove realtà come Pocapaglia, Circolo Alcooligans, Dagda, Radio Aut, Dazibao e molti altri.

-Cosa fate nella vita oltre a suonare?

Oltre al mai scontato binomio sesso e droghe, siamo tutti in qualche modo appassionati di arte. Alcuni di noi studiano, come Federico che si sta per laureare in scienze gastronomiche o Alessandro che si è appena laureato in arti visive, sta già facendo mostre, esposizioni ed eventi da solo e con il suo collettivo 77; Diego fra le varie cose fa il decoratore (dai graffiti ai tatuaggi) e scrive recensioni. Stefano e Simone sono i più seri e lavorano duro a tempo pieno, per organizzarci le prove infatti ci siamo giocati la “vita sociale”, visto che suoniamo nel nostro “Magazzino” il weekend di sera, di solito fino a notte fonda. Ma ci va benissimo così!

-Qual e’ stato il concerto piu’ bello che abbiate fatto?

Difficile dirlo, per fortuna sono abbastanza buone le serate che abbiamo fatto fino ad ora. Sicuramente la data di giugno allo Spazio Musica di Pavia è stata davvero intensa, vuoi per l’ emozione di suonare su uno dei palchi più importanti della zona, vuoi perchè è venuta veramente un sacco di gente! Poi abbiamo fatto una scaletta completamente nuova rispetto ai concerti precedenti, e infatti non sono mancati gli imprevisti ma a quanto pare ce la siamo cavata. Abbiamo condiviso il palco con amici davvero in gamba, ricevuto apprezzamenti sinceri e sentiti anche da persone che ascoltano musica live tutte le sere, cosa non da poco e poi, sopratutto, il pubblico partecipava con entusiasmo e ha capito perfettamente la nostra proposta musicale! Una figata insomma.. Esiste anche un video della serata e forse ne pubblicheremo qualche spezzone sul nostro canale YouTube.

-Come nascono le vostre canzoni? Quando vengono inseriti i suoni piu’ elettronici (loops e synth)?

Si potrebbe parlarne a lungo, certo non siamo la classica band dove uno propone pezzi e gli altri li suonano, nè assolutamente decidiamo a priori che genere suonare. Non che non vada bene, anzi, ma non ci interessa quell’ approccio. Per lo sviluppo dei brani siamo più come un piccolo parlamento! Su 5 membri della band scriviamo in 4, quindi in maniera molto democratica a rotazione ognuno porta bozze dei suoi pezzi. Fede e Stefano scrivono in maniera leggermente più classica, partendo da chitarra/piano e voce, Ale è più sperimentale e per le strumentali, di solito parte da dei loop su cui crea diverse linee e una struttura, Diego è un pò una via di mezzo. Ognuno porta i suoi gusti, le sue idee, e dopo scambi di opinioni, vari arrangiamenti e un sacco di “sigarette rotte” finisce tutto nel pentolone Sharazad, senza alcun tipo di vincolo sonoro se non il nostro gusto. Comunque è tutto in divenire, stiamo perfezionando il nostro metodo, ultimamente i brani si stanno “progressivamente” allungando e arricchendo di particolari. Insomma, in equilibrio tra il serio e lo scherzoso facciamo la musica che più ci piace. Per quanto riguarda i suoni più elettronici possono essere l’ origine stessa del brano, come il loop/sample vocale di “Arvo” o, dall’ ultimo ep Saz, il giro di basso da cui è nata tutta “You Will Never Know” che altro non era che una sequenza di moog, in altri casi invece la parte elettronica viene aggiunta, se necessaria, in un secondo momento.

shaergaeg

-Tra i vostri strumenti, compaiono anche un Mellotron e un Saz. Come sono nati questi incontri con strumenti meno blasonati dei soliti basso-chitarra-batteria?

Bhe non siamo mai stati una band troppo “basso- chitarra- batteria” per quanto siano comunque fondamentali nel nostro sound. Quindi “svarionando” musicalmente in vari moods e sonorità abbiamo avuto da subito necessità di una gamma di suoni piuttosto ampia. Cori, archi, fiati li usiamo spesso nei brani e quelli del mellotron sono magici, hanno quel timbro sporco e soffiato che ci piace un sacco e ormai è parte fissa del nostro set up. Il saz invece è un antico strumento acustico a corde turco. Federico lo ha preso ad Istambul in versione elettrificata, dopo aver imparato a suonarlo ci siamo accorti che stava a pennello nel brano strumentale del nostro ultimo ep che appunto prende il nome da questo strumento. La realtà è che siamo un pò “malati” con gli strumenti, dai pedalini, agli echo a nastro, dagli e-bow ai sintetizzatori modulari, ci buttiamo su qualsiasi cosa possa fornire spunti creativi e suoni particolari.

-Gruppi psichedelici che ascoltate di piu?

A parte i classicissimi come Beatles e Pink Floyd, restando in ambito “Old School” roba tipo Cream, The 13th Floor Elevators, Genesis, Mc5, Captain Beefheart, Tangerine Dream, Silver Apples, Kraftwerk, Neu!, King Crimson ma anche cose più recenti e “diversamente” psichedeliche come Godspeed You! Black Emperor, Radiohead, Neutral Milk Hotel, Battles e moltissimi altri. Della scena Neo Psych italiana emergente ascoltiamo spesso i bravissimi 23 And Beyond The Infinite.

-Il fatto che alcune canzoni siano in inglese e altre in italiano derivano dal fatto che sono state scritte in momenti diversi o mescolerete le due lingue anche in futuro?

In realtà è un’altra delle cose su cui abbiamo deciso di non porci limiti, alcuni brani sono in italiano, altri in inglese e altri sono strumentali senza cantato. Poi chissà, magari un giorno usciremo dai confini nazionali e questa cosa potrebbe anche tornare utile.

-In due anni di vita musicale vi e’ mai successa una classica disavventura da tour?

Come giustamente ricordavi la band è in giro da soli due anni ma qualche disavventura è successa anche a noi. Al Samo di Torino abbiamo sonorizzato una cena che è durata molto più del previsto e abbiamo dovuto dilatare i brani all’ infinito per quasi 3 ore di live. Ok, i pezzi erano molto ambient e si prestavano ma è stata un viaggio mentale assurdo. Abbiamo anche superato impuniti la Guardia di Finanza a destra per arrivare in tempo al locale, o preso uscite dell’ autostrada sbagliate, dormito poche ore nei parcheggi degli autogrill, o fatto serate con un soundcheck da 3 minuti o con la febbre a 40. Normale amministrazione per la vita On The Road!

-Datemi due motivi per cui dovremmo tutti ascoltare il vostro EP!

Dovreste ascoltare il nostro nuovo ep perchè insieme a Vincenzo De Leo ci abbiamo lavorato davvero tanto, non ci siamo risparmiati e il risultato secondo noi è originale, intenso e ci soddisfa molto. Dentro c’è una bella fetta di quello che siamo e qualche indizio su quello che saremo e su quali saranno le prossime favole elettriche di Sharazad.

https://www.facebook.com/sharazadmusic