Star Wars – Senza la forza non sei nessuno

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“Every Generation Has a Story”
Questo è lo slogan che ha accompagnato il ritorno sullo schermo della saga più grande della storia del cinema, ma oltre a essere pubblicità, queste parole racchiudono molto del significato che ha “The Force Awakens” e il percorso storico del blockbuster. I “pop corn movies” di fine anni ’70 e ’80 vedevano grandi registi mettere in gioco anche – e soprattutto – le loro capacità autoriali, proprio come Lucas fece con “Star Wars”. Lo stesso Lucas, a corollario quasi dei pessimi esempi di cinema mainstream degli anni ’90, ci propose i tre nefasti prequel sulla storia di Anakin Skywalker, portando sullo schermo un film di plastica: molto aspetto e poco contenuto.

Ora, che cosa si propone di essere il lavoro di J.J. Abrams? Il nuovo Star Wars si inserisce in un panorama in cui il guadagno la fa da padrone, ma in cui si sta riscoprendo la possibilità di fare grande cinema anche per il pubblico più ampio: quest’anno ne abbiamo avuto un esempio eclatante con “Mad Max: Fury Road” (per me di spanne il miglior film dell’anno). Abrams & Co hanno cercato di ridare linfa a una saga, renderla contemporanea, senza però snaturarla ed accontentare tutti i fan. Ci saranno riusciti?
A mio modo di vedere sì, anche se in parte. Si vede che J.J. Abrams ha amato e studiato con passione il mondo di Star Wars, e il suo film è pieno zeppo di rimandi e chicche che faranno impazzire qualsiasi amante dell’universo di Lucas, ma, soprattutto, ha ricreato quel “futuro vissuto” che aveva caratterizzato la prima trilogia. In particolare l’apertura del film è fantastica, da lasciare a bocca aperta.

Siamo immersi completamente in Star Wars, gettati in un nuovo mondo che ci sembra familiare, a tratti forse anche troppo. E qui inizia il primo problema. Abrams ricalca quasi perfettamente la struttura de “La Nuova Speranza”, per toni, tematiche e stile, ma si sente che manca qualcosa ed è quasi difficile ammetterlo: George Lucas.
Manca il creatore del mondo fantastico che tutti i fan hanno amato (prima) e odiato (poi). Abrams riesce solo in pochi momenti a raggiungere l’epicità, il mito, la vera Forza. Troppe risate, troppe battute gratuite, quel tocco fastidiosamente disneyano intacca il rispetto e la passione che invece questo film trasuda in ogni suo minuto.

E’ un peccato, perché erano riuscite due delle cose più difficili del film: creare una storia e dei personaggi credibili. Questo nuovo mondo c’è, si sente ed è vivo ed è la scena su cui si svolgono le vicende di ottimi personaggi, che non sono ancora eroi (per fortuna), opposti a buoni villain (Kylo Ren è potenzialmente molto interessante), tranne uno che non mi convinto minimamente.

“Star Wars – Il Risveglio della Forza” penso debba essere visto come l’inizio di un viaggio che può condurci verso mete molto interessanti, che ha ancora tantissimo da dire e che ha il grandissimo merito di aver ridato vita a Luke e compagni (nuovi e vecchi). Sì, quindi, la Forza si è svegliata, peccato per qualche mancanza, ma credo ci voglia pazienza… come diceva il Maestro Joda. E che la Forza sia con voi.

Matteo Palmieri