Swearin



Giovani, carini e genuini potrebbe essere il motto degli Swearin’, giovane formazione di Philadelphia. Il secondo album del quartetto si intitola “Surfing Strange” (Salinas) e mostra un sound più complesso rispetto all’esordio omonimo che calcava più su una ritmica fragorosa dal taglio punk.
La melodia in questo lavoro ha ampio spazio, così come le voci. L’alternanza maschile/femminile già presente nel precedente disco si arricchisce anche della voce, e delle parole, del bassista Keith Spencer. Si nota anche un tocco più profondo e tagliente anche nei testi.

Il disco si apre con “Dust in the gold sack” e quello squarcio nel soffitto che si apre nel ritornello, ogni strumento fa il suo ingresso singolarmente: chitarra, voce, basso e batteria, raggiungendo la piena forma proprio sul refrain. I brani scivolano l’uno nell’altro con naturalezza anche se le ritmiche sono diverse, a volte più quiete e basiche altre più “rumorose” e punk. “Watered down” costruita sulla voce indolente del chitarrista Kyle Gilbride insinua un pop ricco di riverberi mentre “Mermaid” rallenta il ritmo e si culla sul tappeto di chitarre distorte quanto basta. L’approccio lo-fi si sente in “Parts of Speech” dove la voce di Allison Crutchfield è come inglobata dal tessuto musicale. E poi spuntano due canzoni che sembrano balzate fuori dal passato fresche ma non certo leggere. “Unwanted place” in cui la Kyle canta “sometime the truth don’t make it better” e “Young” in cui Allison con lo stesso impeto promette di seguire il suo lui ovunque. Come gi‡ accennato tutte le canzoni sono caratterizzate dai picchi di strumentazione, batteria o chitarre tirate al limite e da momenti di estrema dolcezza e semplicità sonora. “Melanoma” con la sua intro quasi sottotono e “the good old days escapes you” si tramuta in una esplosione di noise, la voce cavalca il “rumore” e viene sottolineata da una batteria marziale di Jeff Bolt. Non solo fuzz e noise riescono a dare il tono giusto alle parole, l’essenzialità di “Loretta’s Flower” mostra un lato degli Swearin’ poco esposto, semplicemente pop e semplicemente disarmante: “when you get older you realize what this was, it wasn’t love”. I quattro ragazzi hanno le carte per una bella crescita, vediamo se sapranno giocarsele al meglio.

Amanda Sirtori