The Affair – Stagione 1

La serie premiata nel 2015 con il Golden Globe per miglior serie drammatica è finalmente arrivata anche in Italia e, grazie a Sky Atlantic, abbiamo avuto la possibilità di apprezzare questo “The Affair”, di cui inizierà la seconda serie questa settimana e che il 20 novembre vedrà uscire negli USA la terza.

Concepita dalle menti di Sarah Treemi e Hagai Levi (In Treatment), “The Affair” ci racconta la storia d’amore clandestina tra Noah Solloway (Dominic West), uomo sposato e padre di 4 figli in vacanza dal suocero a Montauk, e Alison Lockhart (Ruth Wilson), una cameriera del posto reduce da un episodio che ha cambiato la sua vita. Sullo sfondo di questa storia, però, c’è un evento (un omicidio? Chissà…) misterioso che minaccia questa coppia.

Leggendo la trama verrebbe da pensare a “qualcosa di già visto”, ma non bisogna farsi ingannare dalle apparenze. Nonostante uno sviluppo leggermente compassato (in particolare per i primi 4 episodi), la serie tiene incollato lo spettatore attraverso una tecnica molto intelligente e originale.

Ogni puntata, infatti, è divisa in due parti. Una è la versione della storia (che vediamo come flashback) di Noah, l’altra di Alison; attraverso questi due diversi punti di vista noi assistiamo a due storie che differiscono non solo per parole, ma anche per fatti. Costantemente viene quindi da chiedersi: ma qual è la verità? Questo elemento è arricchito poi da questo sospetto evento delittuoso sullo sfondo (i due ai giorni nostri sono interrogati da un detective).

Leggendo la trama verrebbe da pensare a “qualcosa di già visto”, ma non bisogna farsi ingannare dalle apparenze

Le dinamiche dei personaggi sono delineate con una perizia, soprattutto psicologica, che sfrutta in maniera perfetta la struttura della serie TV, senza mai diventare pesante. Non ci sono grandi svolte di trama, mai picchi esagerati di drammaticità e tutto ciò che noi vediamo è sempre funzionale in qualche modo alla storia, come solo succede nelle grandi serie.

“The Affair” è poi un prodotto fatto apposta per gli attori. Non è un caso che tutti i membri del cast abbiano fatto incetta di premi, in particolare sottolineerei la prova di Maura Tierney, che interpreta la moglie di Noah: un personaggio molto interessante, sfacettato e, soprattutto, poco scontato. Ovviamente fantastici i protagonisti ed è un piacere rivedere su grandi “palcoscenici” Joshua Jackson.

Ora, però, viene il difficile con la seconda serie. Come costruirla? Si abbandonerà la struttura in due parti? Sarà ambientata solo nel presente? Chi avrà detto la verità? Queste incognite ci accompagneranno fino a mercoledì, ma è indubbio che questa prima stagione sia una gran serie TV.

Matteo Palmieri