The Affair – Stagione 2

Ora ci sono pochi dubbi…The Affair è una grandissima serie TV. Dopo la sorpresa della prima stagione, che su una storia non troppo originale ha creato una modalità di racconto e narrazione dei personaggi molto ispirata, il dubbio e la diffidenza rispetto ad una seconda di livello non erano pochi. Beh, tutto smentito, perchè la nuova serie prodotta e creata da Sarah Treem e Hagai Levi è una bomba, addirittura superiore (e non di poco) rispetto alla prima. (Piccola premessa, questo articolo contiene alcuni spoiler sulla prima stagione).

Eravamo rimasti all’arresto di Noah, due famiglie distrutte e una che (pare) essersi creata. Perchè si è arrivati a questo arresto? Ma chi ha ucciso veramente Scottie Lochkart? Queste sono solo due delle domande a cui questa seconda serie proverà a rispondere, ma liquidare il tutto a queste soluzioni di sceneggiatura sarebbe veramente un delitto nei confronti di questo gioiello di serie.

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Il livello cinematografico, soprattutto di scrittura, è tra i più alti che ho visto recentemente in un prodotto audio-visivo. Il grande tentativo, riuscito in pieno secondo me, è quello di uscire dallo stereotipo del classico triangolo amoroso, per creare un triangolo molto più complesso e “vitale” ai fini della narrazione.

Fondamentale, da questo punto di vista, la scelta di ampliare i punti di vista da cui noi osserviamo la storia. In un primo momento ho temuto fortemente che potesse essere una forzatura per “allungare il brodo”,ma in realtà si è rivelata una mossa geniale che ha consentito agli autori di ampliare i nostri orizzonti e aggiungere complessità, sempre funzionale alla storia.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una serie TV fatta di sguardi, di ammiccamenti, di parole…

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una serie TV fatta di sguardi, di ammiccamenti, di parole e anche di corpo, un corpo che piano piano perde la sua forza e carica sessuale per diventare invece un corpo del reato. Non è un caso che i flashback che noi continuiamo a vedere siano “colorati”, con una fotografia pulita e nitida, e che invece il presente sia sempre più grigio e privo di qualsiasi colore vivo.

Non voglio aggiungere altro per non svelare eccessivi dettagli sulla trama, vi invito solo a godervi questo spettacolo, magari prestando attenzione all’intensità, anche simbolica, di alcune scene; ci terrei anche a sottolineare la presenza di uno dei colloqui psicoterapeutici migliori che abbia mai visto sullo schermo. Insomma, non ci resta che aspettare il 30 novembre (Sky Cinema Atlantic) per vedere la probabile fine della vicenda tra Noah e Alison, con la terza stagione.

Matteo Palmieri