The Boys – Season One

The Boys” è uno di quei progetti che da un punto di vista produttivo mi entusiasmano. Quando paesi medioevali si chiedono ancora se è bene o male film di supereroi, autori e registi moderni e intelligenti si occupano invece di fare revisionismo (come questa serie) o adattare al genere stili cinematografici diversi (ad esempio “Logan“). Il progetto di Eric Kripke, Evan Goldberg e Seth Rogen è un meraviglioso esempio di come un genere in mano a dei creativi seri possa diventare qualcosa di molto più variegato ed interessante, uscendo anche dai suoi canoni.

Tratto da un celebre e cult fumetto di Garth Ennis (uno che ha fatto la gioia sia di Marvel che DC) e Darick Robertson, “The Boys” è ambientato in un ipotetico futuro popolato da supereroi, che però non sono esattamente quelli dipinti dai film che siamo soliti vedere. Proprio come gli esseri umani nascondono lati oscuri e i più inquietanti di tutti sembrano essere quelli dei “Sette“, i più forti eroi della terra. Compito dei Boys è appunto quello di smascherarli.

Guidati dalla personalità debordante di Karl Urban (interpretazione sublime), dominatore della serie, questi ragazzacci si muovono in un mondo in cui non esiste il bianco o il nero, è tutto grigio, proprio come il personaggio di Billy Butcher. Lo stesso vale per i grandissimi supereroi presentati sulla scena: caratterizzazioni peculiari e molto inusuali per il genere.

Ciò che poi è assolutamente geniale, come spesso accade in questo tipo di progetti, è come la serie parli di noi, della nostra società, in particolare quella americana, con una sagacia e una potenza visiva molto incisive. Sicuramente non si è potuta utilizzare la violenza e i contenuti molto espliciti del fumetto, ma nonostante questo, per una serie tv di ampio pubblico, i contenuti sono decisamente maturi e trattati come tali, con un umorismo molto crudo.

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Da un punto di vista di immaginario osserviamo una serie di riferimenti più o meno esplicito allo scenario dei cinecomic moderni e non solo. Abbiamo scene girate con una shaky camera di Russiana memoria (intendo i fratelli Russo, in particolare dell’inizio di “Captain America: Civil War”), scelte di fotografia che ricordano le atmosfere di “Man of Steel” (ovviamente in tono più di simil parodia), alternati a momenti di citazionismo Tarantiniano. Questo sì che è fare grande televisione.

“The Boys” è il fenomeno nuovo dell’intrattenimento televisivo di questa estate 2019, un prodotto che è stato ovviamente già rinnovato per una seconda stagione e che promette fuochi d’artificio. Perchè in tutto questo, per non spoilerare troppo, la serie ci introduce ad uno dei villain più interessanti, crudeli e potenti che abbiamo visto sullo schermo negli ultimi anni. Applausi.

Matteo Palmieri