The Girl With The Dragon Tattoo

Un film di David Fincher

Non so voi, ma i film di Fincher io li attendo come il Natale: in pratica non ha mai sprecato un solo colpo della sua preziosissima arma cinematografica. Il primo capitolo della trilogia di Stieg Larsson l’avevamo già visto trasposto in salsa svedese da Niels Arden Oplev , che lanciò sul grande schermo Noomi Rapace e che ebbe come seguito i film sugli altri due libri.

Fincher lo ripropone, abbandonando in parte la chiave marcatamente “da giallo” della storia e lasciando spazio già dai titoli di testa (spettacolari come al solito, sul brano già cult “Immigration Song” dei Led Zeppelin rivisitato da Trent Reznor, Atticus Ross e Karen O… una vera bomba!) a una visione più artistica-cinematografica del testo. Fincher, che in materia di thriller ne sa a secchi, si concentra sul puzzle da comporre, senza dimenticare lo sviluppo dei suoi personaggi, di cui ci stupisce un’analisi emotiva che in film così, troppo spesso passa in secondo piano. Due ore e mezza scorrono sotto i nostri occhi e l’attenzione non cala mai. La sensazione è quella di assistere sì a una trasposizione, ma che trasudi Fincher da ogni inquadratura o scelta stilistica. Il regista d’altronde ama da sempre mettere in scena storie di ordinaria solitudine, diversità e inquietudine, temi che nella trilogia di Larsson erano terreno fertile su cui costruire un buon thriller cinematografico. Partendo da un immaginario assodato (sia letterario sia filmico – la caratterizzazione dei personaggi è molto simile anche a quella delle pellicole svedesi), Fincher riesce a stupirci su un campo da gioco più complesso del solito: il conosciuto (non so quanti non sappiano nulla della storia). Lo fa suo e lo ripropone. Come se fosse stata la prima volta. Fincher ha vinto ancora.

Valentina Barzaghi

Valentina Barzaghi
Ha studiato Lettere con indirizzo cinematografico e sceneggiatura. Le piacciono Russ Meyer e i toasts, Managing Editor e Cinema Editor presso PIG Magazine, e nel tempo libero si dedica al “suo” cinema.

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