The Knick – Non chiamarlo medical drama

Tornano le mirabolanti (e poco convenzionali) recensioni di Flavia Guarino dei film in concorso (e non) al Festival internazionale del Film di Roma.
#3 “The Knick” – Non chiamarlo medical drama

Ormai è assodato: viviamo in un’epoca in cui più che il cinema sono le serie tv a farla da padrone, dove anche i grandi registi e le grandi star si prestano a produzioni per “piccolo schermo” (vedi Matthew McConaughey con True Detective e Kevin Spacey con House of cards) e così piano piano quella che prima sembrava essere un tipo di produzione di “serie b” si sta trasformando in un vero e proprio genere cinematografico.
Tant’è che quest’anno tra i film in concorso troviamo anche “The Knick” la serie tv diretta da Steven Soderbergh e prodotta e interpretata da (udite, udite) sir Clive Owen.
Sia Soderbergh che Owen non hanno di certo un curriculum da piccolo schermo (film come “Erin Brockovich” e “Sin City” non sono mica spiccioli), però anche loro, seguendo un po’ l’esempio di molti altri loro colleghi hanno deciso di cimentarsi nel meraviglioso mondo delle tv series con “The Knick”, superando di gran lunga ogni aspettativa.

“The Knick”, ambientato nella NYC del 1900, racconta la storia (vera, attenzione) del Dr. John Tackery (Clive Owen), luminare di chirurgia del Knickerbocker Hospital, tra sanguinose e primitive operazioni chirurgiche, razzismi e si, anche un piccolissimo problemuccio di dipendenza dalla cocaina, ma niente di grave.

A livello meramente tecnico, i primi due episodi della serie si presentano in grande stile: carrellate nevrotiche e una fotografia calda e avvolgente accompagnano lo spettatore per mano all’interno della storia senza aggredirlo, nonostante le scene molto spesso cruente.
A coronare il tutto l’utilizzo delle musiche (perlopiù elettroniche) a regola d’arte che rendono questa serie svelta, giovane, accattivante pur essendo ambientata oltre un secolo fa.
E’ l’incarnazione perfetta del mood che negli ultimi anni la HBO (casa sorella della Cinemax, produttrice di “The Knick”) sta cercando di mantenere nei confronti dei suoi nuovi prodotti, educando l’audience ad un approccio diverso nei confronti della televisione e del cinema FATTO NELLA televisione.

L’interpretazione di Clive Owen è formidabile: teatrale ed intenso, si rivolge alla macchina da presa come ad un vero e proprio pubblico, sprigionando un fascino inglese tutto suo.
E mi verrebbe quasi da dire che, così come Kevin Spacey è stato in grado di cucirsi addosso il personaggio di Frank Underwood in “House of Cards”, allo stesso modo anche Owen è riuscito a calarsi totalmente nel ruolo di John Tackery, promettendo di regalarci belle emozioni nel corso di questa nuovissima serie firmata da Soderbergh.

In Italia la serie verrà mandata in onda dall’11 Novembre su Sky Atlantic mentre possiamo già annunciarvi che da Gennaio 2015 partiranno già le riprese per la seconda stagione della serie.
Quindi preparatevi a fare un salto indietro nel tempo e a dimenticare tutto quello che avete imparato fino ad ora sui medical drama: arriva il Dr. Tackery e lui è un tipo che le cose non le manda tanto a dire.

Prossimo appuntamento con le mirabolanti recensioni di Flavia Guarino con “Trash” di Stephen Daldry!