THE UNTHANKS: “Diversions Vol.1
Due sorelle. Un voce. E’ quella delle inglesi The Unthanks che ritornano con un nuovo album. Di cover. Si chiama “Diversions Vol.1:The Songs Of Robert Wyatt and Antony & The Johnsons”.
Le inglesi del folk, si cimentano in un’impresa che la stampa inglese definisce ”audacious, but it works”. Funziona. In effetti le cover degli Antony and the Johnsons in questa veste quasi religiosa sono ben fatte. Dico religiosa, non solo perchè l’album è registrato alla Union Chapel di Londra, ma perchè la loro voce ha un qualcosa di etereo.
I brani si susseguono tra i riverberi della chiesa e leggeri accompagnamenti a volte al pianoforte, spesso con archi e una batteria leggerissima. Le ragazze attive dal 2005 sono ancora certamente ispirate. Il pezzo d’apertura è il bellissimo ”Bird Guhl” dalla melodia triste e sentimentale al punto giusto, quasi Sigur Ros in certi punti. Subito segue ”Man is the baby’‘ che come tutto il cd, ricorda la perfetta sintonia fra voce e archi dell’artista danese Agnes Obel.
”For Today I am a Boy’‘ ha un qualcosa di familiare e cinematografico. Verso la metà dell’album, le timide trombe di ”Stay Tuned” si fanno giocose e si uniscono a battiti di mano e percussioni in ‘‘Dondestan”. L’atmosfera è rotta da questo breve e improvviso lampo a cui partecipa il pubblico divertito, poi tutto torna come prima con le bella ”Lisp Service’‘.
Se si associano le musiche ai paesaggi mozzafiato della verde contea di Northumberland (estremo nord dell’Inghilterra che da Newcastle si butta nella desertica Scozia) da cui le Unthanks provengono, il gioco è fatto. Bisogna lasciarsi trasportare. Infine, da apprezzare la sincerità e spontaneità con cui l’album si presenta, sì perchè non sono state tagliate le voci del pubblico, le risate, e i giusti applausi fra una canzone e l’altra. E pure l’errore del pianista (forse in gag) che sbaglia canzone. Può anche non piacere il pop quasi a cappella, ma non si può non supportare una band così ”vera”.
Davide Rambaldi
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