The Witch

Dopo la debole, inesistente e pretestuosa strega di “Suicide Squad”, ecco un grandissimo film su una possibile/vera strega. Trionfatore come miglior regia al Sundance Film Festival, che ogni anno ci regala delle assolute perle, “The Witch” è un horror molto particolare ed originale, scritto e diretto da Robert Eggers, lontano dai recenti “Lights Out” e “The Conjuring 2″, ma non per questo meno riuscito.

Eggers ci porta nell’America degli anni ’30 del XVII secolo, raccontandoci la storia di una famiglia coloniale cacciata da un villagio e da una piantagione, trasferitasi in una fattoria situata nei pressi di un antico bosco del New England, con la speranza di soppravvivere con i frutti della propria terra. La scomparsa di un membro di questa famiglia molto credente inizia a gettare delle ombre su questa nuova vita…che sia colpa di una strega?

Che gioiellino questo film. Sotto l’aspetto di un horror Eggers crea un film ben più profondo ed evocativo, questo sì che inquieta profondamente, non il tanto acclamato “Babadook”. L’autore ci racconta non solo una storia di streghe (ci saranno davvero poi?), ma anche dei drammi e sofferenze di una famiglia estremamente religiosa e conservatrice, impersonata magnificamente dal padre e dalla madre della protagonista.

Un film molto essenziale, una fotografia asciutta dominata dai grigi e quel senso di mistero pervasivo. Questa crudezza visiva porta sullo schermo un mondo fatto di superstizioni e misticismo che da sempre interessano e riempiono il cinema horror, a cui Eggers unisce l’elemento delle tradizioni proprie di quell’epoca, tant’è che in certi momenti sembra di assistere ad un documentario.

Per certi versi mi ha ricordato un prodotto poco pubblicizzato in Italia, prodotto da “Sky Cinema”, “In fondo al bosco”, dove, in maniera molto più artigianale, si intravedeva l’intenzione di voler raccontare una storia “di paese” condita dalle sue tradizioni, che fanno da sfondo ad un thriller/horror ben costruito.

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Grazie anche alle interpretazioni molto ispirate eccoci di fronte a un grandissimo film, l’ennesima perla che il cinema indipendente americano ci ha regalato negli ultimi anni. Consapevoli di andare a vedere un film horror “diverso” (per davvero, non in maniera subdola come altri), penso non ci siano dubbi su quale strega meriti di essere vista, con buona pace della pessima Cara Delevingne di “Suicide Squad”.

Matteo Palmieri