Tony Revolori intervista – Io e Wes Anderson



Non è facile, a soli diciassette anni, trovarsi catapultati in un film il cui cast è formato da una serie di celebrità indiscusse e premi Oscar come: Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Edward Norton, Mathieu Amalric, Willem Dafoe, Léa Seydoux, Jude Law, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Tom Wilkinson, Bill Murray, Owen Wilson.
E, soprattutto, non è facile pensare di essere diretti da uno dei registi più acclamati a livello mondiale come Wes Anderson, che ha ridefinito uno stile, attraverso il quale, ogni spettatore guardando una qualsiasi scena dirà senza esitazione:” questo è proprio da Wes Anderson!”.
Tony Revolori, giovane attore californiano, ha vestito i panni (è il caso di dirlo vista l’attenzione per i dettagli scenografici del regista) del Lobby Boy – Zero in Grand Budapest Hotel. Dopo una serie di audizioni che lo hanno visto “gareggiare” col fratello, è volato a Parigi per discutere con Wes Anderson della storia e del personaggio che avrebbe interpretato.

Testo e intervista di Enrico Rossi
Traduzione Lorena Palladini

La prima cosa che mi ha incuriosito di te, leggendo la tua biografia, è la tua giovane età, ma anche le diverse esperienze che hai già avuto in ambito cinematografico; pensi che vivere a Orange County abbia influito in qualche modo nella scelta di questo lavoro?
Non credo che questo abbia influito troppo sul fatto che recitassi. È successo grazie a mio padre che è stato attore prima di me e mi ha aiutato a entrare in questo settore; è stato molto utile vivere a OC mi ha dato quella spinta in più perché è tutto qui vicino e a disposizione, anche se ho dovuto lavorare un po’ di più rispetto a chi vive a LA.

Hai lasciato la scuola per recitare?
Mi sono diplomato al liceo tre anni fa, quando avevo quindici anni e ho preso una pausa dagli studi per iniziare la mia carriera di attore.

Hai mai pensato di fare altri lavori se non avesse funzionato col cinema?
Ci ho pensato a volte, ma mi sono detto che se non provi al 100% in quello che vuoi realmente ottenere, non lo avrai mai e, se pianifichi tutto completamente e poi non funziona, allora significa che non faceva per te. Io ero fiducioso che sarei stato ricompensato col duro lavoro, quindi non ho mai pensato a qualcos’altro.

E’ un ambiente duro quello del cinema? Voglio dire c’è molta competizione? E tu come la affronti?
Assolutamente. Questo settore è molto difficile e c’è molta competizione, inoltre non è facile “entrare” ma è fantastico, lo adoro, e non mi fermerò mai e spero di poter continuare a lavorare per il resto della mia vita e recitare.

Hai recitato anche in alcune serie tv e sei un fan di Breaking Bad che guardavi anche sul set di Grand Budapest Hotel…se avessi dovuto recitare in Breaking Bad, quale ruolo avresti voluto interpretare? E perché?
Questa è davvero una bella domanda. Non so, forse sceglierei Jessie perché ha le battute migliori e si diverte in tutto quello che fa.

Yo. Bitch (cit.)
Esatto! (ride)

Al momento c’è qualche serie tv che ami particolarmente in cui vorresti recitare? A parte Breaking Bad che è finita…
Purtroppo è già finita, infatti. Adoro Game of Thrones. Sarebbe fantastico recitare in questa serie, sarebbe troppo bello.

Hai mai pensato a scriverne una?
Sì e l’ho anche fatto. Non so se darò mai seguito a questa cosa sul serio, magari è solo un progetto; ma assolutamente sì, è una cosa a cui ho pensato e che voglio fare.

Però hai già scritto una sceneggiatura, posso chiederti di cosa parla?
Sì, infatti ho scritto una sceneggiatura da solo in quattro mesi. Sta diventando una passione e sto cercando di vedere se riuscirò a iniziare questo progetto in qualche modo; sai i soldi per la produzione, la scelta degli attori, e tutte queste cose necessarie per un film. Si tratta di una storia di fratelli, non posso dire molto di più in questo momento; diciamo che è una vicenda drammatica in cui un ragazzo, dopo la morte del fratello, lascia il paese verso la felicità e l’indipendenza. Probabilmente reciterò anche io oltre a dirigerlo.

Ho letto che, oltre al cinema, suoni anche la chitarra…che canzoni suoni di solito?
Suono una grande varietà di musica. Adoro suonare cover e canzoni diverse per vedere come le persone creano il loro stile, ma mi piace anche scrivere le mie canzoni e comporle; ascolto ogni tipo di musica, mi faccio avvolgere dalla musica e cerco di collaborare quando scrivo le mie canzoni. Mi piacerebbe molto fare un disco ma al momento sono concentrato più sulla recitazione e sullo scrivere quindi ho messo la musica da parte per ora.

Veniamo al nocciolo di questa intervista: Grand Budapest Hotel. Il film è girato a Görlitz, in Germany, come si sono svolte le riprese e com’era la tipica giornata sul set?
Tutti hanno lavorato al film con il massimo impegno possibile. Il set è stato costruito settimane prima di girare il film e poi, a volte, mentre giravamo venivano costruiti altri set.
È fantastico vedere quanto lavoro c’è dietro, dai costumi, alla progettazione del set, agli attori, al produttore tutti hanno lavorato al massimo per quanto possibile per aiutare a realizzare la visione che Wes aveva in mente. È stato semplicemente fantastico poter lavorare a un progetto così. Una tipica giornata di lavoro prevedeva la sveglia alle sei di mattina, poi si andava all’hotel dove alloggiavano tutti gli attori per fare una colazione leggera poi ci cambiavamo, ci truccavamo e andavamo sul set che distava cinque minuti in auto. Poi lì si lavorava provando le scene della giornata.

Durante le cene di cosa parlavate? Si è creato del cameratismo?
Si parlava con Wes analizzando tutti i movimenti e le telecamere e poi quando si tornava all’hotel ci si rilassava un po’, qualche telefonata e poi tutti insieme con il cast si andava a cena che per certi versi era simile a quella che si vede nel film nella scena in cui Mr Gustav fa un discorso davanti al personale dell’hotel. Poi molte chiacchere, ci divertivamo parlando. Abbiamo parlato di tutto, da quello che avevamo fatto quel giorno a qualsiasi altra cosa, qualsiasi argomento finiva nella conversazione.

Come attore, trovarti a recitare fianco a fianco con attori ultra premiati, cosa ti ha dato? Voglio dire, hai trovato il modo di scoprire “segreti” sulla recitazione che hai fatto tuoi?
Ciò a cui hanno contribuito di più è stato darmi fiducia, mi hanno fatto sentire a mio agio così ho potuto fare quello che era necessario fare; sono stati tutti molto carini, mi hanno davvero aiutato. Inconsciamente credo di aver recepito molte di quelle piccole cose e strategie ma per ora questa è la cosa più importante che mi viene in mente di cui ho fatto tesoro.

Alle audizioni per il ruolo di Zero hai partecipato insieme a tuo fratello, c’erano molti ragazzi per quel ruolo e quindi competizione?
Sì, Wes stava cercando in tutto il mondo l’attore per Zero e poi ha iniziato a cercare nel Medio-Oriente perché il personaggio proveniva da lì, poi è andato in Europa e alla fine in America. È stato fantastico, siamo andati alle audizioni e non c’era tantissima gente. C’eravamo io e mio fratello e alla fine mi hanno dato la parte! Wes disse che più di centomila ragazzini avevano fatto le prove per quella parte.

Quando hai ottenuto il ruolo di Zero, cosa hanno detto i tuoi parenti e i tuoi amici quando ti hanno visto al cinema?
Hanno detto che è stato fantastico, il film è piaciuto molto ed erano molto fieri e felici di quello che era successo.

Secondo te, ora ti vedono in modo diverso rispetto al Tony prima del film?
No, no assolutamente no, sono ancora il Tony di prima per loro, il solito goffo e impacciato Tony di sempre. (ride)

Sul set c’era anche tuo padre e tuo fratello giusto? Ti hanno dato dei consigli?
No, solo mio padre. Mio fratello non è mai venuto sul set. Sì certo, era sempre lì per aiutarmi, quando ero stanco lui era al mio fianco, mi dava consigli tutto il tempo.

Hai origini italiane?
Sì me lo dicono in tanti, suona molto italiano. Credo che potrebbe essere italiano, non so, forse nel passato… c’è qualcosa di italiano in me…

Quando hai incontrato Wes a Parigi per la prima volta e avete letto il copione insieme, com’è andata quella giornata? A parte le ore passate in aereo, eravate solo voi due in questo hotel? Avete pranzato, discusso… qualcosa del genere?
Ho avuto un po’ di tempo prima di incontrare Wes per leggere il copione. Poi è arrivato e abbiamo pranzato insieme guardando il copione, ne abbiamo parlato insieme, e abbiamo discusso di alcune scene, poi abbiamo cenato insieme, abbiamo chiaccherato ed è stato molto facile sentirsi bene con lui, perché è davvero una persona semplicemente genuina.

Cosa ti ha spiegato per prima cosa di Grand Budapest Hotel?
Oh vediamo se mi ricordo… credo che la prima cosa che mi disse riguardo a Grand Budapest Hotel fu che voleva fare un film come quelli di Lubitsch; simile al vecchio stile girato in Europa come quelli dei grandi attori del passato.

Sei mai stato nervoso per questa occasione? Di non sentirti all’altezza del cast visto tutte quelle celebrità?
No, non lo sono mai stato. Mi sentivo pronto per una cosa così. Diciamo che ti mette un po’ alla prova lavorare con queste star e allo stesso tempo è un grande cambiamento ed ero pronto. Ho cercato di essere il più professionale possibile e ho cercato di andare avanti al fianco di questi attori. Ero un po’ sottopressione e preoccupato di confondermi oppure di non dire la battuta giusta o di non fare del mio meglio certo, ma non mi sono mai sentito nervoso oppure non adatto per il ruolo e non ho mai pensato che qualcun altro avrebbe dovuto recitare quel personaggio. Sentivo che potevo fare quello che era necessario fare per Wes.

Ho letto che poi, per prepararti alla tua parte, c’è stato uno scambio “epistolare” per mesi tramite video con Wes; e lui ti rispediva indietro delle note per la corretta “andatura” delle frasi per come voleva scandire il ritmo…cosa ti ha colpito di più nel vedere il ruolo di Zero prendere forma?
Sai qual è la cosa bella? Non c’è mai stato un momento preciso in cui ho pensato “Ecco Zero dovrebbe essere così”. Come hai detto abbiamo lavorato per mesi scambiandoci i video
È stato un procedimento lento, stavamo sperimentando insieme e abbiamo lavorato molto modificando le cose pian piano. Così non ho mai sentito un grande cambiamento da quello avevo fatto la settimana prima o da quello di cui avevamo parlato la settimana prima. E poi quando sono andato sul set, Zero era nella mia testa, non c’è stata un’indicazione chiara e definita, avevo Zero già nella testa.

Ci sono state battute che non ti entravano in testa per così dire e che hanno richiesto del lavoro particolare durante la lavorazione o anche in pre-produzione?
Veramente no, ho imparato ogni battuta, direi che non mi sono mai sbagliato. Be’ diciamo che mi piacerebbe dire che non mi sono mai sbagliato, ma sono certo che qualche volta mi sono confuso, sicuramente Wes lo sa. Comunque no, non mi sono mai dimenticato le mie battute

C’è stata una scena che ha richiesto più tempo di altre poi sul set? Magari che non veniva come Wes si immaginava?
Non credo ci siano state scene che non sono venute come Wes se le voleva. Sono tutte risultate secondo le sue aspettative; forse la scena della fuga dalla prigione ha richiesto parecchio lavoro, perché ci abbiamo lavorato più tempo, forse un giorno intero.

Stai ricevendo qualche proposta per nuovi ruoli dopo Grand Budapest Hotel?
Sì, ho ricevuto qualche proposta qua e là, ad esempio ho partecipato a un film in India, un piccolo progetto ma è stato grandioso.

Non so se hai visto il film Almost Famous, ma alla fine del film il protagonista che è un giornalista, riesce finalmente a fare l’intervista al chitarrista della band che per l’intero film aveva promesso di farla ma non gliel’aveva concessa. E semplicmente gli chiede:”cosa ti piace della musica?” E io vorrei chiederti anche un po’ banalmente: cosa ti piace del cinema e di questa vita da attore?
È inspiegabile per me il motivo per il quale adoro recitare e fare tutto questo; amo viaggiare per il mondo, amo incontrare altre persone, amo essere qualcun’altro e rendere qualcun’altro il più reale possibile. Adoro indossare diversi costumi e cambiare il mio look e come recito. Penso che sia una combinazione di tutte queste cose la ragione per la quale amo recitare. Forse ci sono altri motivi ma ora non mi vengono in mente.

Enrico Rossi
@EnricoYouthless