Trash – il “The Millionaire” brasiliano

Tornano le mirabolanti (e poco convenzionali) recensioni di Flavia Guarino dei film in concorso (e non) al Festival internazionale del Film di Roma.
#4 “Trash” – il “The Millionaire” brasiliano sbarca al Festival internazionale del film di Roma

Stephen Daldry gli amanti del cinema lo conoscono bene: ha firmato quel capolavoro chiamato “Billy Elliot” e il biopic sulla vita di Virginia Woolf (The Hours) e direi che non è poco.
Daldry è un regista che ama mischiare tematiche sociali a quelle che sono le storie dei suoi personaggi, adora dare una qualsivoglia forma di poesia ad ogni elemento della scena, sempre in maniera nuova e mai banale.
Ed è per questo che vedendo “Trash” il suo ultimo prodotto, mai ti aspetteresti che dietro alla storia tre ragazzini brasiliani che tentano di smascherare un politico corrotto, ci sia lui.

A grandi linee, la storia racconta di Raphael, un quattordicenne brasiliano di estrazione poverissima che vive passando le giornate nella discarica di Rio cercando di guadagnare qualche soldo smaltendo rifiuti.
Un bel giorno però trova un portafoglio con all’interno qualcosa che “farebbe meglio a sparire” per il bene di un politico locale e finisce per essere braccato dalla polizia assieme ai suoi amici Gardo e Rato.

La storia di per sé è carina: scorre leggera e piacevole, lasciandosi dietro non poche risate però, visto in una prospettiva un po’ più ampia “Trash” è un film che non colpisce, rivelandosi semplicemente l’ennesimo ritratto di una società economicamente divisa tra una povertà estrema ed una ricchezza esorbitante, in cui gli “ultimi” riescono sempre in qualche modo ad averla vinta sui “primi”, dimostrando “quantononsonoisoldiafarelafelicitàmagliaffettieccecc…”.
Mi ha ricordato (e non poco), il suo corrispettivo indiano, “The Millionaire” di Danny Boyle, in quanto all’utilizzo della tematica sociale e anche un po’ della morale finale, se proprio vogliamo dirla tutta.

Bravi, però i membri del cast, che vanta star del calibro di Rooney Mara e Martin Sheen, ma anche i tre giovanissimi attori Rickson Teves, Eduardo Luis, Gabriel Weinstein, protagonisti della pellicola. Molto interessante la fotografia.

In definitiva “Trash” si presenta come una pellicola leggera, scorrevole, ma a mio parere più indirizzata a un pubblico di giovanissimi anche per il profondo buonismo che pervade ogni scena del film.
Daldry, caro mio, ci aspettavamo di più.

Prossimo appuntamento con le mirabolanti recensioni dal Festival internazionale del film di Roma con “As the gods will” di Takashi Miike. Preparatevi a un bagno di sangue.