Trent’anni di Predator

Sono tante le pellicole che da fine anni ’70 e proseguendo per tutti gli anni ’80 hanno trattato la paura dell’ignoto, di un’evoluzione tecnologica incontrollata ribelle verso il proprio creatore, di incontri extraterrestri non sempre amichevoli, di poteri sovrani e dispotici. Ogni epoca tratta e riflette le sue paure. Tutt’altro che superate, tra l’altro. Sono gli anni di Alien e Blade Runner di Ridley Scott, dei Terminator di James Cameron, dei grandi cult di John Carpenter La cosa e 1997: Fuga da New York, di David Cronenberg, dei primi Mad Max e molti altri. Sono gli anni in cui è ambientato 1984 del profetico George Orwell. A proposito, c’è pure il bel film di Michael Radford tratto dal romanzo, uscito nel 1984 e dal nome 1984. Non si può sbagliare!

In questi anni esce anche il film di John McTiernan Predator. Per la precisione trent’anni fa, nel 1987. Quasi sacrilego paragonarlo a molte delle opere sopracitate ma niente affatto immeritevole di essere celebrato.
Un commando, inviato nella giungla sudamericana per liberare degli ostaggi, diventa il bersaglio di un alieno invisibile e sanguinario che stermina pian piano i componenti della squadra.
Più o meno è tutto qui, la struttura è semplice. La narrazione però non banale. McTiernan riesce a miscelare bene avventura, azione e horror coadiuvando il tutto con una grande realizzazione tecnica e visiva, facendo scuola a molti film di genere successivi. Mostra a piccole dosi l’alieno, in un crescendo di suspense che porta allo scontro finale faccia a faccia (muso?). Alieno che resta impresso. Un concentrato di super tecnologie da battaglia e di estetica tribale. È spietato e violento ma con la sua etica: non uccide chi non può combattere perché sprovvisto di armi e rispetta chi riesce a tenergli testa nel combattimento.

Dall’altra parte il suo avversario, l'(anti)eroe: Arnold Schwarzenegger in una delle sue migliori interpretazioni. Audace imprenditore di sé stesso, terminator di carne e ossa con qualche battuta da duro in più, trionfo del super-soldato dal super-muscolo. Insuperabile per recitazione fisica quanto quasi parodia di se stesso. Tanto merito della sua performance va a McTiernan, maestro del genere action di quegli anni; ricordate Die Hard – Trappola di cristallo?

Due sequel e due crossover con gli xenomorfi di Alien. Tutti più o meno dimenticabili. Ma il capostipite è da ricordare.

Davide Miselli

Predator-film