Ty Segall, surfista psichedelico
Ty Segall è il nuovo mostro sacro della scena garage punk della Bay Area, che è riuscito, in soli sei anni
di attività, a produrre sei album e una ventina di singoli per le migliori etichette del genere. Ma davanti ai miei occhi c’è un sorridente ragazzo biondo. Siamo seduti sulle scalinate di un cortile e sembra la chiacchierata tra ex compagni di scuola. Questo è un bene perché oggi è stata una giornata frettolosa dove abbiamo dovuto rimediare a molti imprevisti.
Ty ci mostra orgoglioso un suo tatuaggio in cui c’è scritto Neil (come Neil Young) con un coniglio bianco che salta sopra il nome. Avrei un sacco di cose da dire sulle persone che si chiamano Neil, ma il manager è stato chiaro:”solo dieci minuti”.
Ty è sorridente e parla di biciclette, di come sia bello bere il caffè con la fidanzata e ti fa capire che non indossa la maschera da divo californiano, ma ama semplicemente suonare e salire su un palco. Il suo suono è un mix fra il garage e la psichedelia dei 60′s unito al punk californiano degli 80′s.
Viene naturale fare confronti col compianto Jay Retard anche se c’è da dire che in questo caso sono particolarmente azzardati in quanto i due si sono mossi in direzioni diverse condividendo solo il
substrato culturale, ovvero la scena garage di San Francisco. Ma viene anche naturale pensare che in lui ci sia un cuore punk con un anima da white rabbit.
Intervista di Gianluca Ravanelli e Miss Cassady
Ciao Ty, come procede il tour europeo?
Molto bene,mi sto divertendo e le date sono sempre interessanti.
Parlaci un po’ dell’ultimo disco…
Quale? Hair o Slaughterhouse?
Slaughterhouse…
Ok, cosa vuoi sapere?
A mio avviso è un disco molto diverso dai precedenti,più punk,i suoni mi ricordano molto i Wipers e i vari gruppi della SST records degli anni 80. Sei d’accordo?
Certo, è sicuramente il disco più pesante e punk che abbia mai prodotto. Probabilmente perchè è il primo disco in cui coinvolgo nella registrazione i musicisti che solitamente mi accompagnano nei live…
Oltre ad essere il disco più “heavy” è anche quello col suono più pulito…
Si, è più pulito degli altri anche se è stato registrato in presa diretta.
Ho letto un’intervista in cui definivi il tuo suono una sorta di “space death rock”…
Sono molto legato a gruppi come gli Hawkwind o i Groundhogs e allo stesso tempo a gruppi come i Wipers o i Black Flag. Emily(la batterista, ndr) ascolta sopratutto punk e il suo drumming è molto influenzato dai suoi ascolti.
Quanto durerà ancora il tour?
Finirà l’otto agosto,torneremo negli Usa e ci riposeremo per un mese per poi ripartire in tour insieme agli Oh Sees…
Sei contento di dividere il tour con gli Oh Sees?
Certamente,sono la migliore band live al momento. Poi sono molto amico con John (il cantante, ndr) lo considero come una sorta di fratello maggiore.
Cosa farai una volta a casa?
Mi comporterò come un qualsiasi ragazzo di 25 anni: uscirò con la mia ragazza, andrò a fare surf e a correre.
Correre?
Si,ho iniziato da poco ma lo trovo un’ ottimo metodo per mantenersi in forma.
Ascolti molta musica quando non sei in tour?
Si, tantissimi dischi,sopratutto rock psichedelico degli anni sessanta ma anche tutta la musica pop fino agli anni settanta. Ma anche tutti i gruppi punk di cui parlavamo prima. Devo confessarti che non ascolto molti dischi contemporanei…

Se però dovessi consigliare un disco uscito di recente,quale sceglieresti?
Sicuramente gli ultimi due degli Oh Sees,due ottime uscite.
Parlaci un po’ del tuo rapporto con le etichette che ti producono i dischi…
Sia la Drag City che la In The Red sono ottime etichette che curano molto ogni uscita anche se per me,la cosa più importante è che entrambe danno molto peso al rapporto con i propri artisti. Molte volte infatti mi ritrovo a pensare non di lavorare con loro ma di essere invece parte di una grande famiglia.
Penso sia arrivato il momento per l’ultima domanda che è anche la più insidiosa:molte volte vieni associato a Jay Retard per stile e suoni,cosa ne pensi?
Sono molto onorato di questo paragone, lo considero un complimento, Blood Visions è uno dei dischi migliori degli ultimi anni. Però non mi sento così simile a lui anche se abbiamo frequentato la stessa scena e inciso per le stesse etichette…
Ok, ho finito,ti ringrazio per la disponibilità!
Di niente, grazie a voi!
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