Umberto Eco, Numero Zero

Copertina Numero Zero

“Niente più chiaroscuri in barocco, cose da Controriforma, i traffici emergeranno en plein air, come se li dipingessero gli impressionisti: corruzione autorizzata, il mafioso ufficialmente in parlamento, l’evasore al governo, e in galera solo i ladri di pollame albanesi.”

Umberto Eco, Numero Zero

Una storia vera piena di bugie, citando Enrico Palandri, giocata sul filo sottile che divide la dietrologia dalla cronaca vera. Sullo sfondo il 1992, con le future inchieste di Tangentopoli e una Milano che dovrà bere un calice piuttosto amaro. Lo scrittore Colonna, protagonista e narratore della vicenda, finisce per lavorare in una redazione fittizia al soldo di un Commendatore senza scrupoli, intento a costruirsi una posizione di rilievo attraverso quella che sarà definita la macchina del fango di un certo giornalismo italiano. Tra i vari redattori Romano Braggadocio sarà l’unico cane sciolto, dedito al complottismo e alla macchinazione. Le sue ossessioni lo porteranno a ricostruire le più oscure vicende della nostra storia (la loggia P2, il golpe del generale Di Lorenzo e Gladio) attraverso un unico filo rosso, inquietante e al limite del paradossale, di cui Colonna subirà il fascino perverso, diventandone addirittura la vittima inconsapevole al momento della morte di Braggadocio.

Alberto Giusti

U.Eco


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