Washed Out

“Within And Without” (Sub PoP, 2011)

E’ il primo full-lenght dei WASHED OUT, band elettronica americana che cavalca l’onda lo-fi. Synthpop, Chillwave, che dir si voglia. Ma chi si nasconde dietro a questo nuovo talento della label di Seattle?

Si chiama Ernest Greene, della Georgia, classe 1983. Ha iniziato come tutti da myspace (o meglio dire, come la passata generazione, dato la lunga decadenza agonizzante del sito) poi nel 2009 esce in tiratura limitata (solo 200 musicassette) High Times, seguito poi dall’EP Life of Leisure.
Per chi lo ha conosciuto attraverso l’Ep non ha potuto non notare un leggero cambiamento.
Non più un più rigido computer dietro le sue canzoni, ma synth più caldi, e quella voce che ci accompagna fra tappeti di percussioni e tastiere riverberate. Certo le atmosfere rarefatte alla Neon Indian ci sono sempre, ma qui Green si è servito di uno studio vero e proprio e della produzione di Ben Allen (che ha prodotto niente di meno che Deerhunter e Animal Collective).
Si potrebbe dire, un disco che sembra più analogico e meno digitale, più suonato e più intimo.
Di certo si è persa quella orecchiabilità da canzone estive che a volte poteva richiamare alla mente il pop degli australiani Empire of the Sun, per far posto a composizioni più complesse e meno dirette. “Amor fati” e “You And I” sono i brani più catchy, molto più soft “Within and Without” (che dà il nome al disco) e “A dedication” che chiude l’album con grande pathos.
Insomma una chillwave sentimentale e vintage che incontra le spiagge degli anni ’80.
Malinconia e tramonti sulla sabbia. Ottimo per l’autunno che rimpiange l’estate.


Davide Rambaldi