William Wilson

“Summer Holidays and Folk Routine”
(2010)

Il fascino dei Buckley ha un qualcosa di tenebroso, maledetto ed estremamente decadente, pertanto queste due generazioni hanno influenzato (direttamente e non) autori diversi, come i più recenti Drugstore, Marc Almond, Angus Mc OG.

Tra gli omaggi ho scovato la cover di “Song to the Siren” ad opera di William Wilson. Una rivisitazione che la dice ben lunga sulle potenzialità dell’artista italiano
Non lasciamoci ingannare dallo pseudonimo, William Wilson non ha nulla a che fare con il famoso Jonathan, nonostante la loro musica tenda ad incontrarsi nei meandri del folk sperimentale. William è in realtà un cantautore di Scicli, già attivo da tempo nel campo musicale italiano a partire dai Seeming Death del 98. Dopo una gavetta fatta di evoluzioni e trasformazioni più o meno riuscite, il musicista ha trovato la sua voce tra atmosfere cupe del primo “Just for you, not for all” uscito nel 2010.
Dal 2010 all’EP “Summer Holidays and Folk Routine” il cambiamento sta nella aggiunta di diversi strumenti, quali il piano, il violino, mellotron e altri elementi elettronici, a voler accompagnare la chitarra acustica di Wilson in un viaggio costellato di incertezze e spleen che ammiccano alla letteratura simbolista e decadente francese. Oltre ai richiami a Poe e Boris Vian, la musica diventa più matura, arricchendosi di alt rock alla Placebo dai risvolti elettronici (“Vita ludus est”, “A Song for Allan”), o alcune sonorità paludose, tipiche di un blues rock contemporaneo che si contamina di post rock alla Explosions in the Sky (“By Night (September Sky)”) o più semplicemente radicate in un languido Doors ultimo periodo (“Kissed”, “Blank”). Più intimiste sono invece “I like Fasolino” e l’omaggio esplicito a Tim Buckley Phantasmagoria in Two”, entrambi brani di un intenso lirismo che ricordano l’ultimo Marc Almond e le sue incursioni letterarie.
Con la scoperta del suo lato elettronico, William Wilson decide di valorizzare il lirismo musicale creando testi profondi e sinceri, non adatti per un pubblico facilmente suscettibile (se questa è una brutta settimana, aspettate che passi prima di mettere mano a questo EP). Per i più coraggiosi invece, non c’è che da iniziare questa sincera ma solenne esperienza.

Fabiana Giovanetti