Wolther Goes Stranger

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I Wolther Goes Stranger sono band emiliana dal sapore un po’ pop, un po’ new wave, un po’ quello che volete, hanno da poco partorito il loro nuovo album, dal lunghissimo titolo ( “II” ) uscito per Irma Records, così abbiamo deciso di far loro qualche domanda.

La prima domanda che vorrei farvi riguarda le differenze tra “II” e il disco precedente, quali sono a vostro avviso?

Penso fondamentalmente “II” sia un disco decisamente piu’ centrato. Il suono, i testi, i cantati e l’immaginario sono tutti più consapevoli ed a fuoco. “Love Can’t talk” era il primo disco dove affrontavo l’italiano (sempre mescolato all’inglese) ed anche il primo con Linda alla voce
insieme a me. I 12 mesi di tour e  la stabilizzazione della formazione (oltre a Massimo, con me dagli inizi e Linda,  ora c’è anche Stefano Cristi al sax e synth) hanno fatto si che scrivessi il disco sapendo già chi lo
avrebbe suonato e chi sarebbe venuto con me  dal vivo. Importantissimo è stato inoltre l’apporto di Andrea Suriani in studio.

Personalmente, tranne alcune tracce, il nuovo disco mi pare leggermente più serio, calmo, un po’ meno goliardico. Impressione sbagliata?

Non penso che “L.C.T” fosse particolarmente goliardico, il disco è molto serio in realtà ma probabilmente più ammiccante ed ironico rispetto a “II”. Forse perchè mi serviva qualcosa per sviare e proteggere
un attimo questo mio nuovo linguaggio in cui mi sentivo ancora un po’… nudo.
In fin dei conti Wolther Goes Stranger è nato nel 2005 come mio progetto solista ed era rumorismo in inglese tra seghe circolari tubi urla e sussurri… cercare di scrivere canzoni pop in italiano era
molto meno rassicurante (almeno per me). Ora finalmente mi sento pronto, o almeno consapevole della mia scrittura della mia voce e dei miei intenti: diciamo che piu’ che serio “II” è forse semplicemente più VERO.

Mi sembra di capire che siate sempre in viaggio, o quantomeno divisi fra Modena e Bologna. Ma com’è Pavullo?

Io, Linda e Massimo siamo di Pavullo mentre Stefano abita vicino a Barcellona (quella Spagnola). Modena è una seconda casa e a Bologna abbiamo un sacco di amici per cui, sì, siamo sempre in giro, ma volendo continuare ad abitare a Pavullo lo avevamo messo in conto!

Ho visto che citate spesso Xiu Xiu fra i maggiori ispiratori. Parlateci di questa ossessione e di altre che avete…

Rimasi totalmente disorientato ed emozionato quando, a scatola chiusa, acquistai “Fabulous Muscles” tanto da seguirli in tutte le date che fecero in Italia di supporto a quel disco. Attitudine, suoni  e la violenza di mettersi così a nudo furono una sferzata incredibile e così , individuata la groovebox che usava dal
vivo sono corso ad acquistarla ed è su quella che scrivo tuttora tutte le canzoni di Wolther.
Per quando riguarda altre ossessioni, direi i Fonzies all’autogrill, le birrette appena arrivati al locale, la pizza e una buona tequila per finire la serata.

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Gli anni 80 è meglio viverli negli anni 80 o nei 2000? Siate sinceri…

Non saprei. Tendo sempre ad essere abbastanza proiettato al futuro e non guardare mai indietro. Anche la musica che faccio con Wolther ritengo sia “moderna”, probabilmente i rimandi agli anni 80 che si
sentono nascono dal fatto che io con quella musica ci sono cresciuto ed è (quella con cui cresci) l’unica musica che non potrai mai rinnegare. Comunque i miei anni ’80 da “pischello” non sono stati male!

Piccolo exploit linguistico… Una delle vostre tracce si chiama Accabadora, vogliamo spiegare al pubblico non-sardo a casa il significato?

Accabadora è una figura sarda ancora in bilico tra il mitologico ed il reale anche se si è ormai certi sia esistita ed esista veramente. E’ colei, quasi sempre una persona anziana, che praticava una sorta di eutanasia aiutando (con un martelletto  di legno o soffocandoli con un cuscino) le persone moribonde che però, avendo probabilmente commesso qualche cosa di malvagio in vita, non riuscivano a
trapassare. La lettura dell’omonimo romanzo di Michela Murgia mi ha portato a scrivere quella che a tutti gli effetti è la nostra prima vera ballata.

Nei video vi travestite spesso e non state mai fermi. Chi o cosa si nasconde dietro quelle maschere orecchiute?

Il nostro Coniglio Mannaro è in realtà Setti, talentuoso cantautore modenese che oltre ad essere amico è per me nume tutelare su come scrivere bene in italiano.

Come è nata la precedente collaborazione con Fiumani in SOMEtimes?

SOMEtimes è una canzone nata ascoltando un vecchio pezzo dei Diaframma
intitolato Francesca. Un giorno cazzeggiando su internet ho semplicemente mandato una mail a
Fiumani si FB raccontandogli un po’ la storia e chiedendo se gli andava di cantarla. E’ stato veramente gentile ed ha accettato subito ma non riuscendo a trovarci con i tempi abbiamo finito per registralo una mattina a Bologna prima che lui riprendesse il treno per Firenze nel salotto di Jonathan Clancy con Federico che ha fatto un “buona la prima” cantando direttamente dentro il mio iphone.

Il mio brano preferito è Con Te. Il vostro ? O vale il concetto che i figli di mamma son tutti belli?

Penso che ognuno nella band abbia il suo preferito. Chiodi è quella a cui sono più legato, Accabadora la più importante per la nostra evoluzione musicale.

La parte migliore e peggiore di chiudersi in uno studio di registrazione?

Dopo aver lavorato con Andrea Suriani ti dico: la parte bella è lavorare in studio con Suriani, la parte brutta è che gli studi di registrazione costano.

Peggior concerto mai fatto o disavventure da tour?

Fino a questo disco eravamo un band dal vivo molto più umorale e quindi di concerti non belli (o non come volevamo farli noi) ce ne sono capitati anche perchè il sound era abbastanza differente da
quello che molti di aspettavano dal chitarrista degli a Classic Education e, quindi, a volte, si metteva solo la foga e la rabbia  a colmare le “distanze”. Ora per fortuna noi siamo piu’ sereni ed il pubblico ci conosce di
piu’ quindi si riesce a trasformare molto piu’ spesso i live in vere feste. Per quel che riguarda disavventure particolari tu conta che siamo 4 mezzi punk di 40 anni che vanno in giro a divertirsi, anche se quella volta
da Ciro l’espansivo a Napoli…

Immaginate di avere solo un minuto per poter vendere il vostro cd ai nostri lettori…Cosa direste?

Oddio… se ti piace cantare sotto la doccia o in macchina, se ti piace ballare e fare l’amore… o semplicemente, vieni a vederci live e poi decidi!

Davide Rambaldi