Yato

YATO-1

 

Nuovi orizzonti, il modo per creare qualcosa di nuovo è la commistione. Di genere, di stile, di attitudine. Da questo punto di vista Yato, moniker del fiorentino Stefano Mazzei, esprime molto potenziale. Il suo primo disco in italiano si intitola Fuck Simile ed è autoprodotto. Un album con molta elettronica, nel senso di tecnologia, ma comunque strutturato come un buon disco pop. Gli appigli ci sono tutti, devono solo essere sfruttati al meglio. Il tono dei brani si sbilanci ora più sulla disco house di “Ormonauti”, oppure si rende quasi invisibile come in “Angoli di”.

L’utilizzo della voce, definire la propria musica electro vocal forse può sembrare un azzardo. Però in questo caso la fiducia è ben riposta. Nessuno scheletro nell’armadio, solo tanta voglia di osare nella composizione. Equilibrare l’elemento sperimentale con il gusto pop non è affatto semplice. D’altronde avere un confine non è mai l’obiettivo. I recinti servono a dare sicurezza, Mazzei se ne sbarazza e si tuffa in acqua, nuota fino a che non ce la fa più. “In-Nocuo” e “Servo di un’idea” rappresentano molto bene la variegatura del suono, il lavoro dietro ad ogni traccia vocale, una ricostruzione con la voce di strati sonori. Un approccio curioso. Un rapporto simbiotico tra parole ed elementi sintetici.

Amanda Sirtori